"Nei boschi liguri 80mila cinghiali". Coldiretti porta le aziende in piazza

Domani la mobilitazione, attesi 400 operatori. "Risultati deludenti dalla politica degli abbattimenti"

"Nei boschi liguri 80mila cinghiali". Coldiretti porta le aziende in piazza

"Nei boschi liguri 80mila cinghiali". Coldiretti porta le aziende in piazza

Stime ufficiali attendibili non ce ne sono, ma secondo una valutazione approssimativa di Coldiretti a popolare boschi, e non solo, della Liguria sarebbe una comunità di almeno 70-80mila capi di cinghiali. Cifra da autentica emergenza non solo per i danni arrecati alle coltivazioni visti anche i problemi di sicurezza e ordine pubblico, considerata la frequente presenza degli animali anche in strade, parchi e centri abitati. Come affrontare la situazione? Coldiretti, a livello provinciale e regionale, ne ha fatto da tempo uno dei temi centrali della propria azione e domani dalle 10,30 scenderà in piazza a Genova per rilanciare l’allarme davanti alla Regione. "Il problema ha ormai assunto una dimensione di assoluta gravità – osserva Paolo Campocci, direttore di Coldiretti di Spezia e Genova – e per denunciare la situazione abbiamo organizzato un evento in piazza De Ferrari, con la mobilitazione delle aziende delle quattro province (è previsto la partecipazione di 400 addetti, che porteranno ’campioni’ di prodotti devastati dalle incursioni). E’ evidente che servono misure molto più efficaci di quelle adottate finora. Anche la politica degli abbattimenti ha dato risultati deludenti, basti pensare che negli ultimi tre anni sono stati prelevati circa 13mila capi a fronte di una programmazione di 30mila. La Regione sta mettendo in campo indennizzi per ogni capo abbattuto pari a 80 euro per le femmine e 40 per i maschi. Sarebbe necessario incentivare questi numeri, ma il mondo venatorio non sta rispondendo, anche a causa della peste suina. Un impulso dovrebbe arrivare anche dall’approvazione della delibera sull’autoconsumo, ma è chiaro che non si può continuare ad affrontare il problema solo con gli indennizzi alle aziende. Serve un piano strutturale che risolva il problema alla radice, ed è quello che chiederemo all’assessore regionale all’agricoltura". "Sul fronte degli abbattimenti – aggiunge Campocci – ci sono anche le norme in materia di autodifesa, ma le procedure, anche per abilitare il personale, sono lunghe e farraginose. In caso di emergenza, la Regione si prende 15 giorni per autorizzare gli abbattimenti, tempi che spesso rendono inefficace l’intervento". E poi ci sono i lupi. "Il problema esiste, eccome – sottolinea il direttore Coldiretti – . Sappiamo bene che si tratta di una specie tutelata, ma anche l’uomo e le aziende agricole vanno difese".

F.A.