Ettore Bonanni, a sinistra, in una foto d’epoca con Danilo Caluri
Ettore Bonanni, a sinistra, in una foto d’epoca con Danilo Caluri

Ha rappresentato per oltre un decennio tra anni 70 ed 80 la ‘spezzinità’ nel mondo della palla a spicchi. Non un capitano qualunque, ma ‘il’ capitano dello Spezia Basket, con la sua numero 13 targata Mobili Camaiora prima ed Ezio System poi. Ettore Bonanni se ne è andato nella notte, vinto dal male con cui ha lottato, come lui sapeva fare in campo di fronte a qualunque avversario. Dote atletiche e tecniche non comuni per quegli anni ed un carattere speciale, unico, tanto da rinunciare nel ’74 alla carriera semiprofessionistica in serie B, allora il 2° campionato nazionale. Arrivò per un provino a Milano con Danilo Caluri e Pierluigi Inferrera: Ettore dopo un paio di giorni di allenamenti, fece i bagagli per tornare a casa, lasciando compagni di viaggio che poi spiccarono il volo nela palla a spicchi. "Potrei raccontare mille aneddoti – commenta affranto Danilo Caluri – ma ora sono distrutto. Non posso esprimere la grande commozione che mi ha dato la notizia della scomparsa di Ettore, ho tanti ricordi di noi due sui parquet e di fuori dai rettangoli di gioco. Ricordo il grande giocatore di basket, ma prima ancora l’uomo meraviglioso, al quale ero legato da grande stima e affetto". Lo Spezia Basket Tarros giocherà domenica 3 ottobre al PalaSprint col lutto al braccio e nel cuore. Alla moglie Stefania, al figlio Matteo e al fratello Eugenio le condoglianze della redazione spezzina de La Nazione.

G.S.