La Spezia, 24 dicembre 2020 - «Disperato». Un messaggio inequivocabile, scritto su uno dei manifesti che ieri hanno portato in piazza alcuni rappresentanti di medici ospedalieri ed infermieri. Tutti col camice bianco, nello spiazzo di fronte al Sant’Andrea, per far uscire dalle corsie il disagio di chi ogni giorno opera sotto organico e da mesi è schiacciato letteralmente dall’emergenza Covid. «Stanchi, svalorizzati e insufficienti. Senza nuove assunzioni in Asl 5 la sanità è seriamente in pericolo". Questo il messaggio congiunto degli organizzatori del presidio: il sindacato infermieri Nursind e quello dei medici ospedalieri Anaao, che comunicano di aver optato per la protesta "dopo aver chiesto alla Asl 5 di essere ricevuti in un tavolo di confronto". "Senza medici ed infermieri restano solo i miracoli" si legge su uno striscione.

«Manca il personale, una carenza che l’emergenza Covid ha reso ancora più grave, appesantendo ulteriormente la situazione preesistente, già cronica. Stiamo subendo le scelte del sistema sanitario ligure che ha continuato a non intervenire sul fronte assunzioni quando avrebbe potuto e ora non possiamo fronteggiare questa nuova ondata pandemica durante cui si sono infettati molti colleghi. Serve un numero adeguato di contratti a tempo indeterminato: solo così si riuscirà ad assicurare un servizio che altrimenti andrà sempre più in crisi" denunciano le rappresentanti sindacali, Assunta Chiocca per Nursind e Michela Ardini per Anaao.

«La richiesta - spiega quest’ultima - non è solo sindacale, ma ha dato copertura ad un movimento ampio e spontaneo. Siamo esasperati, il sistema non funziona da anni: i problemi sono strutturali. Le nostre sofferenze sono così gravi da mettere in dubbio il servizio, non sono state neppure fatte le assunzioni concesse in deroga, già limitate, per il triennio 2019-21: mancano almeno una cinquantina di medici". E le rivendicazioni riguardano anche le strutture, giudicate troppo vetuste, e il nuovo Felettino, soprattutto sul numero dei reparti e sul correlato futuro del San Bartolomeo. «Ci sono troppo pochi medici ed infermieri per garantire la qualità dell’assistenza - sostiene Chiocca, segretario provinciale Nursind - , mancano troppi colleghi. Stiamo contando un numero elevatissimo di contagi, quasi doppio rispetto alla prima ondata Covid di marzo: non è possibile farsi trovare impreparati oggi, ci sono poi le assenze fisiologiche che non riusciamo a coprire". Sono arrivati, dopo la fine del concorso, 30 infermieri a tempo determinato, alcuni dei quali - riferisce - erano già dentro come interinali. "E neanche abbiamo programmi di tamponi cadenzati, perché se si scopre un positivo asintomatico deve star a casa. Non possiamo permettercelo".