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La Spezia, 4 aprile 2021 - Dalla lettura della notizia sui giornali all’apertura di un fascicolo il passo è stato breve. Il caso della dottoressa del 118 non vaccinata a tempo debito e risultata positiva al tampone ha indotto il procuratore della Repubblica Antonio Patrono ad avviare un’indagine esplorativa per risalire all’identità della stessa e verificare se sia stata causa, in ambito professionale, di contagi ai danni di terze persone. Se per dovesse emergere tale circostanza, il fascicolo - per ora aperto contro ignoti a modello 45, quello delle notizie non costituenti reato - sarebbe destinato a cambiare configurazione, con la contestazione ad personam del reato di lesioni colpose. Lo scenario, allo stato, è astratto. Ma chiaro è il segnale che arriva dalla Procura al di là della mancanza dell’obbligo di vaccinazione (quanto meno per ora, visto che il Governo sta mettendo a punto una nuova normativa capace di produrre un impulso alla richiesta di somministrazione dei vaccini da parte dei sanitari finora rimasti alla finestra).

E’ questo fino a tre giorni fa, il caso della dottoressa attenzionata. Risale infatti a giovedì scorso la sua decisione di chiedere di essere vaccinata al Dipartimento di prevenzione dell’Asl. Le era stato detto che sarebbe stata convocata la prossima settimana. Nel frattempo aveva chiesto di essere sottoposta al test molecolare. La ragione dell’accertamento era connessa ai dubbi maturati rispetto a vecchi sintomi gastrointestinali, risalenti a due settimane prima, potenzialmente riconducibili al Covid anche se il tampone eseguito all’epoca a tamburo battente aveva dato esito negativo.

La ragioni della scelta tardiva di vaccinarsi? Trapela dal riserbo che la dottoressa, in relazione a pregresse allergie, temesse possibili effetti collaterali del vaccino e aveva manifestato il proposito di attendere l’evoluzione della campagna vaccinale, con l’idea di aspettare le somministrazioni del vaccino monodose della Johnson&Johnson. Nel frattempo è emersa la sua positività, col corredo delle reazioni, anche pesanti.

Nessuno dei colleghi si sente di criticarla apertamente ma, sotto traccia, sono palesi sconcerto e rabbia per la mancata vaccinazione. Il sentimento negativo si salda, però, al plauso per il rigore sempre adottato nell’uso dei dispositivi di sicurezza individuali: maschere, guanti, visiere e tuta nei servizi esterni per prestare soccorso; maschere e guanti alla postazione telefonica alla centrale operativa. Questa è stata sanificazione. Così gli altri locali attigui e i mezzi sui quali la dottoressa è stata all’opera nell’ultima settimana. L’ultimo servizio risale a domenica scorsa a Sarzana. Uno solo il soccorso esterno effettuato; contatto già stabilito con l’utente per il verificare il suo quadro clinico.

Intanto una buona notizia: la prima ’batteria’ di tamponi effettuati sul personale del 118 che ha avuto contatti con lei negli ultimi giorni ha escluso contagi: test tutti negativi. Sospiro di sollievi per i primi dieci colleghi sottoposti a verifica. Ieri altro giro di tamponi; i risultati si conosceranno oggi. Da rilevare che nessun operatore del 118 lamenta sintomi. Lei, da venerdì, è in isolamento a casa, senza palesare sintomi tipici da Covid. Sta benone ma riflette sulle ansie innnescate. intanto oggi e domani vaccinazioni straordinarie negli hub della provincia.