In tanti, ieri, sono stati testimoni dei generosi tentativi di soccorso praticati dal team medico-infermieristico del 118
In tanti, ieri, sono stati testimoni dei generosi tentativi di soccorso praticati dal team medico-infermieristico del 118

La Spezia, 4 maggio 2017 -  I SEGNI della tragedia sono lì, impressi nello sportello laterale posteriore di una Ford Focus: è bombato in maniera netta, cosparso di sangue. Quello di un giovane di 26 anni, Luca Arpe, che, in sella ad una moto, stava recandosi al lavoro, nel ristorante di famiglia a Porto Venere, percorrendo la strada Napoleonica, tra Fabiano Basso e l’Acquasanta. Erano le 18,30 di ieri. La vettura è stata centrata in pieno all’atto di immettersi su via Fieschi, proveniente da una stradina laterale, quella che connette l’arteria principale all’isola ecologica. Questione di pochi centimetri e il già tragico bilancio dell’incidente avrebbe potuto essere più pesante. Sì, per il giovane, padre di una bimba di 2 anni, vani sono risultati tutti i lunghi e disperati tentativi di soccorso. E’ spirato attorno alle 20,30 nella shock room dell’ospedale Sant’Andrea dove era stato trasferito dopo il superamento di un primo arresto cardiaco.

La gravità dello schianto era apparsa subito agli occhi dei primi soccorritori del 118 che però, davanti a decine di testimoni, non avevano desistito nel praticare le manovre rianimatorie, fino ad ottenere la ripresa del battito cardiaco. Ma le ferite, al cranio e al torace, alla distanza, si sono rilevate devastanti, letali. La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno nella perla del golfo destando sconcerto rabbia, partecipazione al dolore della giovane compagna e dei familiari di Luca; e pensieri di grande tenerezza verso la piccina che non riceverà più le carezze del papà e che già si starà domandando perché lui non è tornato a casa.

LUCA, ieri sera, era in sella alla sua moto di media cilindrata, una Yamaha 600; partito dalla casa di residenza, nel centro della Spezia, stava raggiungendo il ristorante di famiglia a Porto Venere, il Miramare, dove lavora come cuoco. Aveva fretta di arrivare, forse. Superato l’incrocio semaforico con la strada che porta delle Cinque Terre, aveva superato un’auto; rientrando nella corsia, si è poi trovato davanti la Ford Focus, sbucata da una stradina laterale, nella quale era parcheggiata. Alla guida c’era un uomo di 53 anni. Questione di venti centimetri e, questo, sarebbe stato centrato in pieno. L’urto gli ha procurato solo piccole lesioni e uno stato di choc per il quale, fino a ieri, era stato impossibile, per gli uomini della Polizia Municipale, raccogliere la sua versione dei fatti. Ma, dai primi rilievi, la ricostruzione del sinistro parrebbe chiara, anche se ancora oggetto di riscontri. Utile potrebbero rivelarsi le riprese della telecamera di videosorveglianza posta davanti all’ingresso dell’isola ecologica, per immortalare coloro che ammassano davanti i rifiuti i varia natura, confidando nella raccolta da parte degli operatori.

Corrado Ricci