MARCO MAGI
Cronaca

Il cedro di Pegazzano tagliato dal Comune, protestano partiti e Legambiente

“Si coinvolgano i cittadini nella gestione del verde pubblico. Hanno il diritto di essere informati”

Il cedro di Pegazzano

Il cedro di Pegazzano

La Spezia, 3 luglio 2024 - “Secondo il regolamento del verde urbano, i cittadini hanno diritto ad essere adeguatamente e per tempo informati riguardo a piani, progetti ed interventi sul verde ed a poter esprimere opinioni in forma consapevole attraverso organismi partecipativi”.

È con questo assunto di fondo che ieri sera in consiglio comunale i gruppi consiliari Partito Democratico, LeAli a Spezia, Spezia bene Comune hanno presentato una mozione urgente con lo scopo di impegnare il sindaco e la giunta coinvolgere i cittadini nella gestione del verde pubblico, anche sulla scorta di quello che è avvenuto in questi giorni con l’abbattimento del cedro di Pegazzano.

“Affinché non si ripeta lo scempio compiuto sul cedro del Libano di Pegazzano – dicono i gruppi Consiliari – e visto l'alto numero di alberi che nel corso del tempo sono stati tagliati e che potrebbero ancora essere tagliati, invitiamo l'amministrazione comunale a condividere con la cittadinanza il catasto degli alberi in cui si evidenzi, per ogni albero, lo stato di salute e le relative perizie; a comprendere nella convocazione del tavolo del verde anche gli alberi in categoria D e ad informare tempestivamente la popolazione delle problematiche afferenti; a tenere conto, per gli alberi particolarmente pregiati e/o identitari, di una ulteriore perizia che valuti la salute, la stabilità della pianta, con l'obiettivo di impedirne l'abbattimento, anche provvedendo eventualmente a interventi e sistemazioni che garantiscano la riduzione della pericolosità. Infine, ad utilizzare i proventi della vendita del legname della pregiata essenza per opere in favore del quartiere in cui viveva l'albero, possibilmente in opere ricavate dal legname, tipo panchine e tavolini, quale forma di ultimo beneficio derivante dalla lunga presenza della pianta”.

Anche Legambiente polemizza sul comportamento dell’amministrazione comunale in merito al taglio del cedro del Libano centenario di Pegazzano, per tutta una serie di motivazioni.

“La decisione infatti non pare essere passata per il Tavolo del Verde (organismo comunale cui partecipano le associazioni) e la giustificazione addotta dall’assessore Casati (“essendo in Classe D - ndr: elevata probabilità di cedimento - non era necessario”) in questo caso è del tutto insoddisfacente, in quanto trattasi di un albero particolare, di età e dimensioni monumentali, che insieme agli altri cedri caratterizzava quell’antico angolo di periferia”.

“Cosa ancora più grave: non è stato rispettato il Regolamento che il Comune si è dato in merito al Verde Urbano, laddove dice che i cittadini devono essere adeguatamente informati delle iniziative prese in merito; e quale occasione più indicata per un tale approccio di quella che vede un albero avere assunto un significato identitario per una grande parte del quartiere, con più generazioni che sono cresciute con quella rassicurante presenza?”.

“E che dire della modalità prescelta, di intervenire la mattina presto, senza nessun preavviso, nemmeno a coloro che si sono visti impossibilitati per tutta la mattina di lunedì a salire per la strada di Costa di Murlo? Per ben due volte, la seconda accompagnati da un nutrito gruppo di vigili urbani, ma senza la presenza di alcun amministratore o dirigente comunale a spiegare direttamente ai cittadini l’improvvisa fretta intervenuta”.

“Legambiente è fautore di un ambientalismo scientifico, per cui crediamo che certe decisioni vadano prese sulla base di adeguate analisi tecniche e strumentali. Ma proprio per questo, in un caso delicato come quello del Cedro di Pegazzano, crediamo che sarebbe occorso dapprima un incontro con la cittadinanza, anche per escludere o meno la possibilità di realizzare un approfondimento di indagine ed eventualmente studiare altre modalità di messa in sicurezza. Non si fa così per i monumenti? E non era un monumento quello spettacolare cedro del Libano? Infine: è questo che meritano i cittadini che sviluppano un senso identitario, di rispetto e amore nei confronti degli elementi notevoli del loro quartiere di appartenenza? Non è certo il primo caso in città, ma certe modalità possono tranquillamente essere etichettate come 'violente'”.