Gran lavoro mettere a punto gli ultimi dettagli nell’allestimento
Gran lavoro mettere a punto gli ultimi dettagli nell’allestimento

La Spezia, 20 settembre 2020  - Dieci candidati in lizza per la presidenza della Regione, settantanove aspiranti consiglieri regionali nel collegio, spalmati su quattordici delle sedici liste in campo (in due di esse, Lista Carlo Carpi e Base Costituzionale di Marika Cassimatis, mancano candidati spezzini). A decidere delle loro chance oltre 187mila elettori, tanti quanti sono gli iscritti nelle liste dei 32 comuni della provincia. Ma come si esprime il voto per il rinnovo del presidente e del consiglio regionale?
 

Per l’elettore, in cabina, ci sono varie opzioni: può tracciare una x sul simbolo della lista prescelta. Il voto in questo caso si estende automaticamente al candidato presidente collegato a quella lista; può tracciare una x sul simbolo della lista prescelta e sul nome del candidato presidente collegato a quella lista e anche in questo caso il voto andrà sia alla lista che al candidato presidente; l’elettore può tracciare una x sul nome del candidato presidente prescelto, in questo caso il voto non viene esteso ad alcuna lista, ma andrà solo al candidato presidente. È possibile anche il cosiddetto voto disgiunto: si può cioè votare per una lista (tracciando una x sopra il simbolo che la contraddistingue) e per un candidato presidente non collegato alla lista prescelta (tracciando una x anche sul suo nome). In questa tornata elettorale regionale, come ormai noto, non mancano le novità nei meccanismi di attribuzione dei seggi. Le regole sono contenute nel decreto firmato a luglio dal presidente della Regione. I 24 seggi, sul totale di 30 del consiglio regionale, rappresentano i quattro quinti dei consiglieri che vengono assegnati alle circoscrizioni in proporzione alla popolazione, che in Liguria risulta di 1.570.694 abitanti (censimento del 9 ottobre 2011).

Questo significa che i seggi sono così suddivisi: 13 alla circoscrizione elettorale di Genova, che ha 855.834 abitanti, 4 alla circoscrizione della Spezia con 219.330 abitanti, 3 a quella di Imperia (214.502 abitanti) e 4 a Savona (281.028 abitanti). I 30 seggi (più il presidente eletto) sono ripartiti, in particolare, per l’80% in base a un sistema proporzionale su liste provinciali, mentre il restante 20% dei seggi sono attribuiti: come premio di maggioranza se il vincitore ha ottenuto meno di 18 seggi, oppure ripartiti tra le liste non collegate al vincitore se questo ha ottenuto più di 18 seggi. Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una lista provinciale deve superare la soglia di sbarramento del 3%, a meno che non sia collegata a una lista regionale che ha raggiunto il 5%. La ‘riforma’ più rilevante, è il caso di ricordarlo, è l’abolizione del vecchio listino dei nominati, cioè i sei consiglieri indicati dai candidati che entravano come premio di maggioranza. Il premio rimane (sei consiglieri se la coalizione vincente non supera il 50%, per scendere da cinque a tre se la percentuale risultasse superiore), la novità è che a subentrare saranno i candidati più votati rimasti fuori dall’elenco degli eletti, sempre con lo stesso sistema di attribuzione dei seggi, quindi tre per Genova e uno a testa per le altre province. L’altra novità è che gli elettori potranno esprimere la preferenza per due consiglieri, purché di sesso diverso (pena l’annullamento della seconda preferenza), un meccanismo che dovrebbe far crescere la rappresentanza femminile in consiglio regionale rispetto all’assetto precedente. Viene eletto presidente il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Non c’è ballottaggio, la legge in Liguria prevede che l’elezione avvenga in turno unico.
 

Franco Antola