Cinque Terre, beffa per i visitatori: "A chi vuole rimanere due giorni conviene l’abbonamento mensile"

Il comitato dei residenti e degli operatori punta il dito sull’effetto perverso del rincaro delle tariffe. Nel mirino l’applicazione del superticket anche in giornate per le quali non è previsto picco di presenze. .

Cinque Terre, beffa per i visitatori: "A  chi  vuole rimanere due giorni conviene l’abbonamento mensile"

Turisti che affollano la stazione di Monterosso. Dal 16 marzo è in vigore la nuova tariffazione maggiorata del Cinque Terre Express, voluta da Regione Liguria

CINQUE TERRE

"Per chi vuole rimanere due giorni alle Cinque Terre, sarà di gran lunga più conveniente fare l’abbonamento mensile" piuttosto che acquistare i ticket maggiorati introdotti da Regione Liguria. A svelare la circostanza è il Comitato dei residenti, pendolari e operatori ricorrenti contro la tariffa maggiorata, che torna a puntare il dito sui rincari disposti da Regione Liguria alle tariffe turistiche del Cinque Terre Express, in vigore da sabato 16 marzo. I primi “effetti“ della nuova tariffazione si avranno col week end pasquale; il Comitato però va oltre, mettendo nel mirino ancora una volta la Regione. "Cosa farà ora il governatore Toti, vieterà ai non liguri di fare l’abbonamento mensile, come ha già fatto con quello settimanale?" si chiede il comitato, che evidenzia alcuni casi: "Gli abbonamenti mensili Riomaggiore-Monterosso (36 euro) e Riomaggiore-Levanto (42) euro sono convenienti rispetto alla card treno 2 giorni a tariffa gialla (48,50) e alla card di 3 giorni (46,50, 65,50 e 78,50 euro a seconda della fascia). Il mensile Spezia-Monterosso (49 euro) più conveniente della card due giorni a tariffa rossa, e della card tre giorni a tariffa gialla e rossa". Per il Comitato "da tempo che nel mondo civile non si vedeva un governatore imporre una misura rifiutata da tutto il territorio. A nulla sono valse le richieste di rinviare l’applicazione della supertariffa all’anno prossimo". Per il Comitato "beffa altrettanto grave è stato il rifiuto di qualsiasi configurazione del calendario dei giorni a tariffa verde, gialla e rossa, che non servono in alcun modo a equilibrare le presenze: le varie fasce di tariffa sono applicate senza rispetto di alcuno studio approfondito e men che meno predittivo: qualcuno ci spieghi in base a quale ragione logica martedi 11 giugno si debba pagare 10 euro a tratta, visto che per quella data non ci si aspetta nessun picco di presenze. Stessa sorte il 24 e 25 giugno. I giorni critici sono altri, le ragioni dei picchi in alcune date sono conosciute e prevedibili con anni di anticipo, ma nulla da fare". Nel mirino finisce anche l’introduzione delle nuove corse annunciata dalla Regione, "che ha come presupposto lo stanziamento di fondi che devono per forza essere noti al corpo politico e amministrativo della Regione: eppure da mesi chiediamo che siano rese note le ragioni economiche che hanno portato alla scelta dell’aumento esponenziale delle già folli tariffe applicate nelle Cinque Terre. Pensiamo di avere il diritto di saperlo, considerato che a noi viene chiesto di sostenere, con i disagi dei residenti e con il lavoro degli operatori, i flussi turistici sulla cui base la Regione avrebbe garantito la scontistica sugli abbonamenti.

Matteo Marcello