"La chirurgia d’elezione è ferma da quasi anno. Adesso nemmeno i pazienti tumorali hanno più la garanzia di poter essere operati nello spezzino". Questo l’allarme lanciato da Pier Aldo Canessa, (in foto) ex primario di Pneumologia del San Bartolomeo e membro del manifesto per la sanità locale, che torna oggi ad analizzare le note dolenti di Asl 5. Seppur soddisfatto del cambio di passo dettato dalla nomina a dirigente di Paolo Cavagnaro che gli è parso realmente intenzionato a...

"La chirurgia d’elezione è ferma da quasi anno. Adesso nemmeno i pazienti tumorali hanno più la garanzia di poter essere operati nello spezzino". Questo l’allarme lanciato da Pier Aldo Canessa, (in foto) ex primario di Pneumologia del San Bartolomeo e membro del manifesto per la sanità locale, che torna oggi ad analizzare le note dolenti di Asl 5. Seppur soddisfatto del cambio di passo dettato dalla nomina a dirigente di Paolo Cavagnaro che gli è parso realmente intenzionato a risolvere diverse problematiche, Canessa sostiene che di strada da fare ce ne sia ancora molta e soprattutto che sia necessario agire in fretta.

Ad oggi – e ormai da un anno- in Asl 5 non si fanno più interventi di chirurgia di elezione. E se il Sant’Andrea sembra in grado di far fronte soltanto a urgenze e interventi neoplastici seppur con tempi di attesa decisamente lunghi, al San Bartolomeo l’unica sala operatoria aperta è oculistica. Intanto gli interventi rimandati a data da destinarsi aumentano, soprattutto se si considera che con l’ultima ondata pandemica anche l’Urologia di Sarzana è diventato covid, facendo venir meno il reparto. Troppo pochi anche gli anestesisti che spesso vengono impiegati in reparti covid, come gli infermieri. "Bisogna riaprire subito le sale operatorie a Sarzana – ha aggiunto – costi quel che costi. Ma il prezzo da pagare non può e non deve essere quantificato in termini di vite umane, servono investimenti e organizzazione. A Sarzana non si effettuano più interventi complessi da quando non esiste più la rianimazione e questo posso in parte capirlo poiché se dovessero sopraggiungere complicanze il paziente andrebbe trasportato d’urgenza a Spezia. Ma gli interventi ambulatoriali?".

La fotografia della situazione sanitaria spezzina illustrataci dal dottor Canessa è tutt’altro che rassicurante: "in Asl 5 se soffri di coliche epatiche o biliari da calcoli vai al pronto soccorso, ma poi sei costretto a farti operare in Toscana e ormai sei costretto a rivolgerti a un’altra regione anche se hai un cancro alla prostata. Non è tutto: se hai un dito a scatto te lo tieni, se hai le emorroidi ci convivi". C’è poi un altro ambito in cui La Spezia non può essere considerata capofila e si tratta della somministrazione delle dosi di vaccini anti-covid. "In Asl 1 sono state vaccinate 4660 persone – ha concluso – in Asl 25973, in Asl 3 7803 e in Asl 44038. Perché in Asl 5 gli individui vaccinati sono solo 3745?"

Elena Sacchelli