Fabio Cenerini critica il modus operandi di Carlo Bagnasco
Fabio Cenerini critica il modus operandi di Carlo Bagnasco
"Slealtà". "Tradimento". E poi una sequela di accuse, che fanno letteralmente deflagrare il dissenso fra il coordinatore provinciale di Forza Italia Fabio Cenerini e il coordinatore regionale Carlo Bagnasco. Ad innescare lo scontro la nomina a commissario Fi a Spezia di Francesco Sergiampietri, 26enne sarzanese considerato molto legato ad Alessio Cavarra (di cui riferiamo in altra parte del giornale) già uscito dal Pd per approdare a Italia Viva e ora vicino - si dice - a Forza Italia e a Bagnasco in particolare. Il primo atto di...

"Slealtà". "Tradimento". E poi una sequela di accuse, che fanno letteralmente deflagrare il dissenso fra il coordinatore provinciale di Forza Italia Fabio Cenerini e il coordinatore regionale Carlo Bagnasco. Ad innescare lo scontro la nomina a commissario Fi a Spezia di Francesco Sergiampietri, 26enne sarzanese considerato molto legato ad Alessio Cavarra (di cui riferiamo in altra parte del giornale) già uscito dal Pd per approdare a Italia Viva e ora vicino - si dice - a Forza Italia e a Bagnasco in particolare. Il primo atto di Sergiampietri è stata la nomina dei responsabili azzurri dell’organizzazione del partito. Apriti cielo. Cenerini annuncia di aver scritto una lunga lettera al presidente del partito, Silvio Berlusconi. "Mi sono preso alcuni giorni per riflettere dopo l’ultima bravata che ha fatto – scrive riferendosi a Bagnasco – la nomina a commissario comunale della Spezia, non concordata, di un ragazzo di Sarzana". La lettera al vetriolo prosegue richiamando quelle che Cenerini considera le responsabilità del capo ligure di Fi: "In oltre un anno non si è occupato di Spezia, anche da Rapallo ha fatto danni, cercando di affossare il partito spezzino. L’assessore Paolo Asti, da sempre di FI, è andato a parlargli e dopo poco è uscito dal partito. Il consigliere Oscar Teja, che era rimasto con FI dopo la scissione, per un anno ha chiesto tramite me un incontro del gruppo consiliare con Bagnasco, ma Carlo non ha trovato il tempo da dedicare al gruppo del secondo comune della Liguria e così abbiamo perso anche Oscar". Delineando l’identikit e i trascorsi politici di Sergiampietri, Cenerini sostiene che il neo coordinatore spezzino, pur definendosi berlusconiano, sarebbe il braccio destro di Cavarra, al quale "i Bagnasco vogliono consegnare il partito". Quindi rivela alcuni retroscena: "Bagnasco ha provato a sostituirmi con lui il 28 gennaio, commissariandomi con una lettera non firmata inviatami al mattino, la sera stessa il coerente Carlo in una lunghissima telefonata, mi diceva che gli erano arrivate più telefonate da Roma, sul fatto che lui non poteva farlo, visto che ero stato nominato da Berlusconi, in grande difficoltà mi diceva di non considerare la lettera". E ancora. "Mi viene detto, ma già lo sapevo, che in una riunione della sera prima alla presenza di Toti è stato deciso che l’assessore alla Spezia lo deve fare Andrea Costa di Liguria Popolare, anche in quota a Forza Italia, motivo? Perché lo vuole Toti". Secondo Cenerini, Bagnasco "sabato diceva bisogna mettere Costa, tanto lo mettono uguale e martedì scorso, doveva esserci la conferenza stampa. Giovedì ci ha chiamato affermando se volete parlo con Berlusconi e se Peracchini non ci da’ l’assessore, passate all’opposizione".

Franco Antola