Sono circa cinquanta le farmacie su 81 che in tutta la provincia hanno dato la propia disponibilità ad effettuare i tamponi antigenici rapidi per consentire a chi non si è voluto vaccinare di usufruire di un “green pass“ valido per 48 e poter così accedere ai luoghi di lavoro. "Facciamo tutto quello che possiamo – spiega la...

Sono circa cinquanta le farmacie su 81 che in tutta la provincia hanno dato la propia disponibilità ad effettuare i tamponi antigenici rapidi per consentire a chi non si è voluto vaccinare di usufruire di un “green pass“ valido per 48 e poter così accedere ai luoghi di lavoro. "Facciamo tutto quello che possiamo – spiega la dottoressa Elisabetta Borachia presidente dei titolari di farmacia – ovviamente nell’arco delle ore di apertura e nel rispetto delle normative. Certo le persone devono avere pazienza, non possiamo fare cose mal fatte". Non nasconde la fatica di questo anno e mezzo e di questi ultimi giorni. "Abbiamo fatto tanto per andare incontro al cittadino ma con questo green pass vediamo cose incredibili. A volte siamo costretti anche a ristampare la certificazione verde perché c’è chi la perde". E prosegue: "Certo se la gente continuerà a non vaccinarsi questa situazione andrà avanti ancora per parecchio. Noi comunque per i test abbiamo messo una fascia oraria questo perché non devono andare a scapito del resto del nostro lavoro". Certo non mancano malumori tra chi è in coda. Una situazione generalizzata. Ma le farmacie non si occupano soltanto di tamponi continuano a fare anche vaccini. E per questo servizio i farmacisti si sono dovuti attrezzare e trovare spazi adeguati dove effettuare le somministrazioni.

E come dimenticare le mansioni che sono proprie dell’attività. Dalla distribuzione di medicinali, al rapporto con il paziente che chiede consigli per arrivare a servizi erogati all’interno delle farmacie: dalla misurazione della pressione alla prenotazione di visite e accertamenti diagnosstici. Insomma un carico da novanta quotidiano.