Don Mignani
Don Mignani

Bonassola (La Spezia), 7 aprile 2021 - Don Giulio Mignani non si tocca. Lo dicono in tanti in rete, dove, sul portale Change.org sta facendo il botto una petizione in sua difesa. Lo dice l’intero paese di Bonassola, tranquillo borgo della riviera spezzina, che si stringe intorno al suo parroco. Un uomo capace di scatenare, con la negazione di un semplice e rituale gesto, un caso a livello nazionale.

"Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d’ulivo". Con questa frase, pronunciata durante la messa della Domenica delle Palme, aveva protestato contro il recente no alle unioni omosessuali arrivato dalla Congregazione per la dottrina della fede.

I fedeli avevano applaudito, ma pochi giorni dopo per il sacerdote, che già in passato era intervenuto su temi caldi come l’eutanasia esprimendo posizioni non ortodosse, è arrivata la reprimenda della Curia, che "con dolore" riferisce di aver appreso l’accaduto. "È riprovevole omettere o compiere un gesto liturgico legando ciò a un intervento di protesta personale, tanto più se rivolto a un pronunciamento del quale il Santo Padre ha dato il suo assenso alla pubblicazione". E, in aggiunta: "Su quanto avvenuto si sta valutando in merito nelle apposite sedi, a tenore della normativa canonica vigente".

Se da una parte, l’istituzione ecclesiastica rivendica l’osservanza del voto di obbedienza, dall’altra c’è chi teme una punizione per don Giulio e si schiera dalla sua parte. Alzando delle vere e proprie barricate con la voce, i gesti, la vicinanza, ma anche con il mouse. Anarchico o innovatore, incapace di stare alle regole o straordinario comunicatore che va dritto al cuore. Due le visioni. E in tanti hanno già deciso da che parte stare. A partire da quel borgo di case color pastello affacciato sul mare che di voltar le spalle al suo parroco proprio non ne vuol sapere. "Don Giulio è intelligente, sa bene quali siano le conseguenze del suo gesto. Quando è convinto di una cosa va avanti e noi lo sosteniamo. Non ho sentito una voce contraria e neanche dei dubbi" spiega il sindaco Giorgio Bernardin.

"Siamo abituati ai suoi gesti di fede, come quando ha trasformato parte della canonica in appartamenti da affittare a canone calmierato: spazi che ha dato senza esitare anche a persone non certo di chiesa. Perché è un paladino dei deboli e di chi ha bisogno. Per questo, a Bonassola siamo tutti con lui – conclude – , anche se molti non hanno firmato la petizione perché l’età media è alta e in tanti non usano internet". L’anagrafe ha limitato i click dal paese, ma le sottoscrizioni sono arrivate copiose: dal 31 marzo, giorno in cui Aleksandra Matikij, per conto del Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione, con sede a Bogliasco, ha lanciato l’appello sul web, hanno aderito in oltre 6.700. Cinquemila sottoscrizioni sono state consegnate via pec alla Curia, da cui si attende un responso sulla sorte del sacerdote.