La Spezia, 11 febbraio 2021 -  L'omosessualità considerata ’comportamento a rischio’. Al pari di chi è dedito alla prostituzione o è un tossicodipendente. Parole scritte nero su bianco sul modulo per accedere alla vaccinazione anti Covid dell’Asl5 Spezzino: la dizione-choc è inserita nell’elenco delle varie categoria (trenta in tutto) cui chi si sottopone al vaccino deve dichiarare di appartenere.

Fra queste, appunto, l’omosessualità identificata come possibile ’categoria a rischio’. Facilmente immaginabile lo sconcerto di chi si è trovato fra le mani il modulo. Da parte sua il direttore generale dell'Asl spezzina Paolo Cavagnaro si è subito «scusato di quanto accaduto» specificando che la dizione ’incriminata’ «è comunque prevista dall’anagrafe vaccinale. Stiamo anche tentando di spiegarci».

"Il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, Giovanni Toti, stigmatizza e condanna fermamente quanto accaduto nella Asl 5 Spezzina, in relazione alla comunicazione per l'accesso alla fase 2 della campagna di vaccinazione anti covid-19". E' quanto si legge in una nota di Piazza De Ferrari. "Si ritiene che si tratti di un errore inaccettabile e discriminatorio- prosegue la Regione- e, per questo, il presidente Toti ha dato immediatamente mandato alla Asl 5 di ritirare quella comunicazione e agli uffici preposti di avviare subito un'indagine interna per individuare le responsabilità e adottare i relativi provvedimenti disciplinari. L'azienda sanitaria si scusa a nome dell'intera sanità ligure con tutti i cittadini che si siano sentiti offesi".

"Dopo una prima indagine interna della Asl 5 spezzina - ha scritto poi Toti su facebook -  e' emerso che l'errore deriva dal copia-incolla delle linee guida ministeriali. Ovviamente questo moltiplica lo sbaglio, certamente non lo cancella. Anzi". spiega su Facebook il presidente della Liguria Giovanni Toti dopo la denuncia da parte di alcuni consiglieri regionali di opposizione su un documento della Asl 5 spezzina. "Altrettanto ovviamente consolida il mio giudizio circa la totale incapacita', insipienza, malafede e ottusita' di certa opposizione in Regione Liguria, che pur di sparare fango non si premura di accertarsi e approfondire. E dire che di mestiere...".

Intanto la vicenda ha fatto esplodere le inevitabili polemiche, con Asl e Regione messe all’indice. «Nel documento per la prenotazione per il vaccino anti covid della azienda sanitaria spezzina, la Asl 5, tra le 30 categorie considerate a rischio vengono inserite le persone ‘con comportamenti a rischio: tossicodipendente, soggetto dedito alla prostituzione, omosessuale’ – denunciano i consiglieri regionali del Pd, Luca Garibaldi e Davide Natale – una discriminazione di cui la Liguria non si puo’ macchiare».

Per i dem, «un disservizio è scusabile, mentre una cosa del genere mai. Alisa, la Asl 5 e Regione Liguria spieghino immediatamente come sia stato possibile un atto discriminatorio del genere. Discriminazioni e ignoranza non possono avere posto nelle aziende pubbliche, soprattutto se si parla di salute». «Chiediamo alla Regione Liguria, all’Agenzia ligure della sanità e all’Asl5 come sia stato possibile ciò», aggiunge il capogruppo in consiglio regionale della Lista Sansa Ferruccio Sansa. Lara Ghiglione, segretario generale della Cgil spezzina apprezza «le scuse del direttore generale Cavagnaro, ma, poiché è evidente che lui non ne sapesse nulla e che si sta assumendo una responsabilità di altri, vogliamo conoscere la genesi di quel documento. Oltre al fatto che deve essere immediatamente ritirato».

"Sconvolgente che nel modulo per richiedere il vaccino Covid della Asl5 Liguria tra le voci che indicano i soggetti con comportamenti a rischio ci sia 'omosessuale, tossicodipendente, dedito alla prostituzione'. Non è uno scherzo, è una vergogna che deve essere subito cancellata". Lo scrIve Raffaella Paita, parlamentare ligure di Italia Viva su twitter, pubblicando la foto del modulo in questione.

L'ESPOSTO DEL CONDACONS -  Il Codacons ha deciso infatti di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di La Spezia contro la Asl, ritenendo che l’accaduto possa configurare veri e propri reati. “Presenteremo domani un esposto alla magistratura di La Spezia chiedendo di aprire una indagine sulla Asl 5 per le possibili fattispecie di omofobia e discriminazioni – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il nostro ordinamento, attraverso la Legge Mancino e l’art 604 bis del codice penale, punisce infatti qualsiasi atto di discriminazione e chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio. Non c’è dubbio che l’aver inserito gli omosessuali come categoria a rischio, sull’esclusiva base dell’orientamento sessuale e senza alcun fondamento scientifico, rappresenta una grave forma di discriminazione su cui deve indagare la Procura”. “Chiediamo inoltre che i responsabili dell’errore siano puniti col licenziamento immediato, per la pesante offesa arrecata alla comunità Lgbt” – conclude Rienzi.