Il traffico caotico crea problemi alle ambulanze (foto d’archivio)
Il traffico caotico crea problemi alle ambulanze (foto d’archivio)

Val di Vara, 8 maggio 2021 - Una viabilità da codice rosso, che mette in difficoltà anche Croce rossa e Pubblica assistenza. Il caos che ormai da tempo attanaglia la bassa Val di Vara non risparmia neppure le attività di soccorso e i trasporti sanitari operati dalle associazioni del territorio. L’ultimo episodio proprio pochi giorni fa, con un’ambulanza a sirene spiegate costretta a un difficile slalom tra le auto in coda sull’unica direttrice che collega Ceparana al resto del mondo, la statale 330. Ma ci sono anche casi di pazienti arrivati in ritardo all’ospedale per sottoporsi alle terapie sanitarie, proprio perché il traffico ha costretto il mezzo dei volontari a lunghe attese in coda. Una situazione che allarma chi è in prima linea nella gestione di soccorsi e assistenza alle persone. "Purtroppo è una situazione con cui i nostri volontari devono fare i conti tutti i giorni – spiega Paolo Novelli, responsabile della pubblica assistenza di Ceparana – Più volte i nostri autisti sono stati costretti a fare lo slalom tra le auto in coda per cercare di trasportare il paziente nel più breve tempo possibile all’ospedale, non è certo la situazione ideale. Il rischio di trovarsi bloccati nel traffico in determinate fasce orarie è elevato, e capita sempre più spesso che il traffico sia fermo non solo sulla statale ma anche sulla variante industriale e le altre strade secondarie. Finora la situazione non ha causato episodi gravi, ma sta diventando sempre più complicato raggiungere il Sant’Andrea e il San Bartolomeo". Una situazione, quella legata alla viabilità paralizzata, che fa a cazzotti con un servizio, quello di emergenza e urgenza, dove spesso a fare la differenza è anche il tempo con cui i mezzi di soccorso riescono a trasportare il paziente al più vicino ospedale.

"Una situazione che ci causa tanti disagi – rilancia il presidente del comitato di Follo della Croce rossa, Valter Cresci – Le code di auto rallentano i nostri servizi. Noi abbiamo molte attività di trasporto sanitario che espletiamo nell’arco della mattinata, e questa situazione ci porta indubbiamente dei ritardi, perché molti trasporti riguardano pazienti che si devono recare all’ospedale di Sarzana per sostenere delle terapie, e non ci sono strade alternative per raggiungere il San Bartolomeo. A volte per raggiungere l’ospedale Sant’Andrea passiamo dalla provinciale della Valdurasca, ma spesso siamo costretti a passare da Bottagna e dalla Ripa per raggiungere Sarzana, e questi disagi ci costringono ad arrivare in ritardo. Anche per quanto riguarda i soccorsi ci sono rallentamenti, ma riusciamo a transitare e a operare grazie all’uso dei dispositivi supplementari".