Violenza di genere: "Problema crescente. Ma ci sono i modi per cambiare le cose"

Convegno nell’aula magna del Polo universitario grossetano per parlare delle strategie, vecchie e nuove, di affrontare il tema. In platea c’erano gli studenti del "Bianciardi" e del "Rosmini".

Violenza di genere: "Problema crescente. Ma ci sono i modi per cambiare le cose"
Violenza di genere: "Problema crescente. Ma ci sono i modi per cambiare le cose"

Ti toglie il fiato e ti fa battere il cuore, ma non perché sei innamorata: per la paura. Non solo quando ti mette le mani addosso, ma anche quando pronuncia quelle parole, a cui non vuoi dare peso, in una situazione dove ce ne è abbastanza. Te la sei cercata, dicono. Invece no. Si chiama violenza e oggi, più che mai, dobbiamo esserne consapevoli. Ogni giorno ci sono 85 donne vittime di reato di violenza in Italia e ieri Grosseto è tornata a parlare di questo grande problema. Una tavola rotonda altamente qualificata, composta dalle massime autorità civili che hanno affrontato il tema al Polo universitario grossetano durante il convegno "Approcci vecchi e nuovi alla violenza di genere", organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Commissione per le Parità e le Pari Opportunità del Comune di Grosseto. Alla tavola rotonda erano presenti il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, la presidente della Commissione per Parità e Pari Opportunità Carla Minacci,il prefetto Paola Berardino, il questore Antonio Mannoni, il comandante provinciale dei Carabinieri Sebastiano Arena, il direttore Unità operativa complessa di psichiatria zona grossetana Edvige Facchi e per il Coeso Valentina Caselli responsabile sportello "Sam". Presente un pubblico speciale, a cui era rivolto con attenzione il messaggio da trasmettere: due classi dell’istituto Bianciardi e una classe del Rosmini.

È stato esaminato e approfondito il problema e poi spiegati i suoi strumenti da conoscere per la diagnosi della malattia sociale. "La nostra città è attrezzata – dice Minacci – per il post violenza. Vorrei più prevenzione. Ci sono statistiche che dichiarano che la violenza di genere ha ripercussioni sulle fragilità psicologiche, sulle malattie traumatiche". "È un tema – sottolinea il sindaco – crescente nella sua pericolosità in maniera serpeggiante, silente e invisibile. È scarsamente pianificabile e affonda le sue origini in tempi molto remoti in un passato ancestrale. Le tradizioni popolari hanno dato l’idea che la donna fosse elemento debole della società. La battaglia deve essere forte, sopratutto da parte dei giovani, il nostro futuro. Abbiate rispetto e siate coscienti e consapevoli". "È un problema di sanità pubblica – afferma Facchi –, molto aspetti persistono alla vicenda traumatica. Riconsideriamo la necessità di rispettare l’altro abbassando l’aggressività di linguaggio. La violenza è l’impotenza della parola. Interveniamo sulla medicina di genere".

"Sono un assistente sociale – esordisce Caselli –. Il Sam ha la finalità di scoraggiare e preventive le recidive. La donna si tutela lavorando anche sull’uomo che esercita la violenza per evitare ricadute. Lo sportello ha lo psicoterapeuta e l’educatrice volontaria, il Coeso sta formando due assistenti sociali".

Un momento importante per i ragazzi per comprendere tanti aspetti.