
I rappresentanti Cisl ieri al termine dell’incontro nella sede di Confindustria. Fè: "Guardiamo con speranza alla progettazione per la Vallina". .
SCARLINO "Si apre con molta preoccupazione il 2025 per i dipendenti di Venator. Ieri c’è stato l’atteso incontro nella sede di Confindustria con i vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali e datoriali: poche le certezze sul futuro dell’attività… ma è servito", commenta Gian Luca Fè, segretario generale della Femca Grosseto Siena. "Servito ad avviare l’ennesimo confronto per capire come muoversi nei prossimi mesi - aggiunge –. A inizio febbraio si concluderà la cassa integrazione per i lavoratori e i vertici dell’azienda scarlinese hanno confermato la volontà di proseguire, per alcuni mesi, con il contratto di solidarietà, le cui modalità e durata saranno stabilite in ulteriori incontri, che prenderanno avvio, con la Rsu aziendale, fin dalla settimana prossima". "È stato confermato – aggiunge Emanuele Cascioli, rappresentate Rsu per la Femca Cisl – il problema di liquidità in cui versa, al momento, l’azienda, ma c’è stata un’apertura relativa al fatto che, già nelle prossime settimane, dovremmo avere notizia di una serie di operazioni che, se portate avanti, potranno aumentare le risorse a disposizione di Venator e consentire di proseguire per un tempo più lungo con il contratto di solidarietà. La nostra speranza è, da un lato, continuare il più possibile con questo ammortizzatore sociale, in attesa che diventino chiare le intenzioni della multinazionale nei confronti dell’impianto di Scarlino. Una nota positiva è quella legata alla decisione dell’Unione europea di imporre dei dazi sull’acquisto di biossido di titanio proveniente dalla Cina: ci auguriamo che questo possa far ripartire il mercato europeo, permettendo ai produttori di riprendere le attività commerciali. Un altro elemento a cui guardiamo con speranza è l’impegno, da parte dell’azienda, di lavorare sulla progettazione della discarica della Vallina, sito di stoccaggio definitivo, che permetterebbe di avere certezze una volta ripresa la produzione. Come rappresentanti dei lavoratori, già da domani, in occasione del consiglio comunale di Gavorrano, ci impegneremo a coinvolgere le istituzioni a tutti i livelli per arrivare a porre l’attenzione sulla vicenda del Ministero del Made in Italy, con l’auspico che possa avviare un dialogo con la multinazionale e capire quali siano le reali intenzioni".
Al momento i dipendenti di Venator sono 209. "Con la situazione attuale – precisa Fè – gli esuberi ‘full time equivalent’ equivalgono a 156 persone. Nelle prossime settimane, grazie al lavoro di concertazione con la Rsu aziendale si potranno stabilire le percentuali di impiego del personale. Il dato di fatto è che il personale che potrà essere impiegato è solamente quello che si occupa della sicurezza e la manutenzione degli impianti e di chi lavora alla progettazione del nuovo sito di stoccaggio". Un commento arriva anche da Simone Gobbi, segretario generale della Cisl di Grosseto: "L’attivazione dei contratti di solidarietà offre un certo sollievo – dichiara Gobbi -, ma non possiamo considerarla una soluzione definitiva. La nostra priorità rimane chiara: la fabbrica deve riprendere la produzione. Gli ammortizzatori sociali non sostituiscono la necessità di un lavoro stabile e continuativo. È fondamentale ricordare che l’impatto della situazione attuale va oltre i lavoratori diretti di Venator: anche il personale ausiliario, come i lavoratori delle mense e delle pulizie, subisce le conseguenze di questa crisi. Il rischio è quello di un disastro socio-economico che potrebbe mettere in ginocchio tutto il polo industriale di Scarlino"