Non provate a dirgli che fa il cowboy. Perché ad Alessandro Zampieri, il più vecchio buttero in attività al Parco della Maremma, è una cosa che lo fa arrabbiare. Da 41 anni, infatti, i suoi occhi vedono i tramonti, la macchia, il bestiame, i cavalli e il mare del Parco dell’Uccellina, dove è rimasto a lavorare come buttero. Lui, insieme ad altri tre colleghi. "Il lavoro? A...

Non provate a dirgli che fa il cowboy. Perché ad Alessandro Zampieri, il più vecchio buttero in attività al Parco della Maremma, è una cosa che lo fa arrabbiare. Da 41 anni, infatti, i suoi occhi vedono i tramonti, la macchia, il bestiame, i cavalli e il mare del Parco dell’Uccellina, dove è rimasto a lavorare come buttero. Lui, insieme ad altri tre colleghi. "Il lavoro? A parte qualche miglioramento meccanico per il bestiame, per il resto facciamo le stesse cose: durissime e pericolose. Per 365 giorni all’anno con pioggia, sole, vento o freddo". Perché per fare il buttero serve altro. "Questo non è un mestiere. E’ una cosa che ti entra nel sangue e che ti porta alla tomba – aggiunge –. Perché chi lavora con gli animali ha una fortuna che altri non hanno. E’ difficile da capire ma è così. Detto questo bisogna dire che è anche un lavoro molto rischioso: fra lussazioni, fratture e contusioni sono stato molte volte a visitare la radiologia dell’ospedale di Grosseto". Il discorso scivola sul museo che dovrebbe ripercorrere tutta la sua vita.

– dice – penso che molte persone parlino senza sapere cosa sono i butteri, Non vorrei fare polemica ma qualche anno fa mi sono interessato di questa cosa e credevo che l’idea di fare questo museo a Spergolaia di Alberese fosse quella più giusta. La sede naturale del museo dovrebbe essere Alberese. Poi sono subentrate altre cose e mi sono tirato indietro. Molti parlano di butteri ma non sanno cosa sono, vedo troppa confusione. Ma – aggiunge Zampieri – non vorrei fare polemica. Credo veramente che la sede del museo dovrebbe essere Alberese perchè è la casa dei butteri. O almeno di quelli rimasti". Sono infatti quattro i professionisti che lavorano ad Alberese. "Il lavoro? Non manca. In questi mesi, per esempio, sto formando due ragazzi molto in gamba. Li sto crescendo, diciamo che gli faccio da chioccia, e devo dire che sono molto in gamba".