Tutti i segreti dell’antico "Grosso". Giornata di studi sulla moneta

Oggi alle 11 al museo di San Pietro all’Orto incontro con l’Accademia italiana di studi numismatici

Tutti i segreti dell’antico "Grosso". Giornata di studi sulla moneta

Tutti i segreti dell’antico "Grosso". Giornata di studi sulla moneta

Oggi alle 11 al museo di San Pietro all’Orto di Massa Marittima, si terrà il quarto incontro dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici. L’iniziativa, promossa su proposta dell’accademico massetano Massimo Sozzi, è realizzata con la collaborazione dell’Amministrazione. Il programma prevede alle 11 i saluti istituzionali di Irene Marconi, assessora comunale alla Cultura, Roberta Pieraccioli, direttrice del Musei di Massa Marittima, e Massimo Sozzi, accademico AIsn, che successivamente terrà un intervento sulla Zecca di Massa di Maremma, l’odierna Massa Marittima, e sulle monete massane, con la visita alla vetrina del museo, dove sono esposti un esemplare di "Grosso" e uno di denaro piccolo e due torselli dell’antica Zecca massana. La parte successiva della giornata sarà riservata agli accademici che verranno accompagnati in visita al Museo di San Pietro all’Orto, al Museo Subterraneo e alla Palazzina della Zecca. "Massimo Sozzi è uno dei massimi esperti di monete massane e quindi l’incontro offrirà interessanti spunti di riflessione – sottolinea Roberta Pieraccioli –. Il grosso e il piccolo esposti nel nostro museo furono acquistati alla fine degli anni 90 dal centro studi storici Agapito Gabrielli". "L’officina monetaria di Massa di Maremma aprì nel maggio del 1317 in quella che oggi viene chiamata via Norma Parenti – spiega Massimo Sozzi – a poca distanza dal Palazzo del Podestà. L’apertura avvenne in seguito alla firma di un contratto tra i componenti della famiglia Benzi, mercanti dell’Arte della Lana di Siena, guidati da Niccolino di Giacomino e il Comune di Massa, rappresentato dal sindaco Muccio del fu Buonaventura Scussetti. Attualmente si conoscono due varianti del Grosso, tre varianti del Piccolo e nessun Grossetto, che risulta assente anche nella circolazione monetaria dell’epoca".