
Il Comitato Porto Canale ha ottenuto dal Tribunale di Grosseto "il pieno riconoscimento delle prerogative previste nei contratti stipulati con...
Il Comitato Porto Canale ha ottenuto dal Tribunale di Grosseto "il pieno riconoscimento delle prerogative previste nei contratti stipulati con i concessionari del porto, in particolare il diritto degli utenti (anche per il tramite delle proprie associazioni) ad accedere ai documenti contabili e gestionali, ad essere consultati sui piani di spesa e a partecipare, attraverso la Commissione utenti, al corretto funzionamento del porto".
Questo è quanto ha stabilito il giudice che ha accolto la tesi del Comitato Porto Canale "che dal 2022 – dicono i suoi rappresentanti – si era visto negare queste prerogative: costi di gestione sempre più alti, con l’addebito di spese non giustificate (tra cui l’Imu), senza confronto con gli utenti. È la seconda volta, dopo la decisione sull’Imu, che la gestione del porto viene sconfessata".
Il Comitato Porto Canale e l’Associazione Amici del Porto avevano iniziato insieme questa battaglia giudiziaria contro Pro.Mo.Mar Srl. e La Marina Srl, rispettivamente concessionaria e gestore del porto, poi però l’Associazione Amici del Porto si era ritirata dalla causa che è stata quindi portata avanti al Comitato. "La sentenza – si spiega ancora – accoglie integralmente le domande del Comitato, riaffermando il diritto degli utenti alla trasparenza e alla partecipazione, e condannando Pro.Mo.Mar e La Marina al rispetto puntuale delle previsioni contrattuali, prevedendo anche una penale di 100 euro per ogni giorno di eventuale ritardo. Due sentenze di condanna in pochi mesi impongono una seria riflessione. Le strategie adottate dalla gestione del porto, improntate alla chiusura e al contenzioso anziché al dialogo, si sono rivelate fallimentari sotto il profilo giuridico e per l’immagine del Porto".