Dopo la dichiarazione di illegittimità, da parte della Corte Costituzionale della legge regionale toscana sulle concessioni demaniali non si è fatta attendere la reazione degli operatori del settore. "Siamo davvero rammaricati – afferma Davide Pecci, coordinatore dei balneari di Cna Grosseto – per la decisione della Consulta. È un verdetto che alimenta ulteriormente l’instabilità normativa che, da anni, tiene in ostaggio un comparto fondamentale per l’economia turistica italiana". Secondo Pecci, la legge toscana, pur con tutti i suoi limiti, cercava di offrire un minimo di tutela agli imprenditori balneari a rischio di perdere le concessioni, prevedendo indennizzi basati sul valore del bene. "In fase di concertazione – spiega – avevamo espresso perplessità, pur comprendendo le intenzioni della Regione. Tuttavia, abbiamo sempre sostenuto che il nodo non fosse solo economico: il vero problema è l’assenza di una cornice legislativa stabile e condivisa". E la mancanza di certezze, dice Pecci, ha effetti concreti: "Il settore è troppo esposto alle decisioni dei tribunali. Questo caos normativo sta danneggiando pesantemente l’economia nazionale, bloccando investimenti e ostacolando lo sviluppo".
Cna ribadisce la necessità di affrontare la questione a livello nazionale, con un indirizzo politico chiaro anche in sede europea. "Non possiamo permetterci che l’incertezza si traduca in una spirale di contenziosi legali – conclude Pecci –. Serve una riforma nazionale che metta fine all’instabilità e consenta alle imprese di crescere in un quadro di regole chiare e durature".