Roberto Mugnai, dirigente scolastico del Polo liceale Aldi
Roberto Mugnai, dirigente scolastico del Polo liceale Aldi

Grosseto, 28 novembre 2020 - L’emergenza sanitaria ha stravolto la scuola da cima a fondo. Tutto adesso avviene attraverso un computer, o un tablet o, addirittura uno smartphone. Persino i colloqui, individuali o collettivi che siano, si stanno tenendo da remoto, nell’imbarazzo più totale di insegnanti e genitori, questi ultimi alla ricerca di una location adatta per mostrarsi al docente in condizioni ‘accettabili’. Ma adesso che ci si sta prepotentemente avvicinando al periodo natalizio e quindi anche al periodo delle iscrizioni all’anno scolastico 2021-2022, il mondo scolastico si trova a fronteggiare un’altra emergenza: quella degli open-day. In questo periodo, infatti, sia le scuole del primo ciclo, sia quelle del secondo, iniziavano a programmare e anche a organizzare incontri ‘a porte aperte’ con i potenziali, futuri studenti e le loro famiglie per presentare al meglio le proprie attività didattiche e le strutture a disposizione. Quest’anno anche queste importanti iniziative dovranno essere ripensate a 360 gradi.

"È l’ennesima sfida che ci si pone davanti – dice Roberto Mugnai, dirigente scolastico del Polo liceale Aldi e segretario regionale del sindaco Dirigenti scuola –. Dovremo cercare di trasmettere al meglio valori e organizzazione alla base della proposta formativa senza far venire direttamente a scuola alunni e genitori: è un compito davvero molto difficile sul quale tra dirigenti ci stiamo confrontando già da diverso tempo. Si sta pensando a tour virtuali degli ambienti, ma anche a possibilità di videoconferenze specifiche con una platea di interessati. Ci interroghiamo prevalentemente su come riuscire a integrare un minimo di interattività a una presentazione anche visiva del cuore dell’offerta didattica. Abbiamo tutti chiaro quale deve essere l’obiettivo finale – prosegue ancora Mugnai – ovvero quello di consentire agli studenti di fare la scelta giusta per il proprio futuro, per il prossimo quinquennio di studi superiori. Credo dunque che quale sia lo strumento che ciascuno dirigente scolastico sceglierà per superare l’ostacolo rappresentato dall’impossibilità degli open-day in presenza, la decisione debba essere orientata solo ed esclusivamente al raggiungimento dell’obiettivo. In questa fase, dunque, è mia opinione che si ancora più indispensabile rinunciare a qualsiasi tipo di ‘fuoco d’artificio’ o immagini accattivanti, se poi dietro non c’è davvero l’obiettivo profondo: dare elementi di conoscenza per una scelta efficace e seria a ogni singolo studente. Quale che sia la scuola che poi la scuola che i ragazzi sceglieranno, l’importante è che sia davvero quella giusta per loro".