CHIARA OTTAVIANI
Cronaca

Omicidio di Monterotondo. Stefanini, sentenza riformulata: "Capace di intendere e volere"

In Appello la pena di 26 anni per l’uccisione della compagna Silvia Manetti è stata ridotta a 24 anni e 8 mesi. Il perito: "L’imputato non presenta patologie psichiatriche"

Pena ridotta per Stefanini (Foto Ansa)

Pena ridotta per Stefanini (Foto Ansa)

Firenze, 4 luglio 2024 – Nicola Stefanini era in grado di intendere e di volere al momento dell’omicidio della compagna, Silvia Manetti (i cui parenti abitano a Marginone in Lucchesia), uccisa con 16 fendenti la notte dell’11 agosto 2021. Lo ha messo nero su bianco il perito Massimo Marchi, che ieri in Corte d’appello al Tribunale di Firenze ha dichiarato: "Esaminando i dati anamnestici e l’esame obiettivo posso affermare che Nicola Stefanini non presenta patologie psichiatriche". Il castello accusatorio ha retto, la sentenza che in primo grado di giudizio, a Grosseto, ha condannato Nicola Stefanini a 26 anni di reclusione per l’omicidio della compagna ha subito solo una piccola riduzione di pena, per un totale di 24 anni e 8 mesi. Il 51enne di Volterra, reo confesso, ha ucciso con 16 coltellate la donna aggredendola in auto dopo una cena di anniversario, a Monterotondo Marittimo.

La coppia faceva uso di stupefacenti e proprio questo sarebbe stato il motivo scatenante della furia omicida. "Avevamo bevuto parecchio e, finita la cena io volevo tornare a casa perché era tardi e la mattina dopo dovevo andare a lavorare – ha dichiarato l’imputato subito dopo il fatto –, lei mi ha convinto a passare dal bosco dove c’erano gli spacciatori per comprare la cocaina". Stefanini però non fece "gli stessi segnali che facevo quando compravo e tornai indietro dicendo che non c’era nessuno – ha continuato –. Lei si era accorta di quello che avevo fatto e ha cominciato ad arrabbiarsi, mi ha offeso e mi ha anche sputato in faccia e lì è stato un attimo. Non so perché l’ho fatto, forse perchè avevo bevuto troppo". A dare l’allarme fu Stefanini stesso che, resosi conto di ciò che aveva fatto, allertò le forze dell’ordine. I familiari della vittima non erano presenti in aula, a parlare per loro l’avvocato di parte civile Gambi: "Le risultanze del perito sono in linea con le nostre aspettative, siamo riusciti a scongiurare la seminfermità mentale, ci riteniamo soddisfatti".