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12 giu 2020

Omicidio a Filare, Sonia Santi torna in carcere

La Cassazione ribalta l’esito del Riesame. La donna è responsabile insieme a Mirko Meozzi di aver ucciso un 20enne pusher marocchino

12 giu 2020
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi
Sonia Santi, complice di Mirko Meozzi

Sonia Santi torna in carcere. I Carabinieri di Grosseto, insieme ai colleghi di Livorno, hanno notificato alla 34enne originaria di Cecina il provvedimento emesso dalla Procura di Grosseto che dispone la sua carcerazione. Sonia Santi nell’estate scorsa fu individuata insieme a Mirko Meozzi di Massa Marittima, quale responsabile dell’omicidio del 20enne marocchino Jarmouni Bouazza e il tentato omicidio del connazionale El Jamouni Rahal, avvenuti nella notte del 12 agosto 2019 in un bosco nelle campagne di Filare di Gavorrano. Un delitto maturato nell’ambito del spaccio di stupefacenti, per cui i due furono arrestati dopo pochi giorni di serrate indagini. La donna, che era la compagna di Mirko Meozzi, secondo quanto accertato dai carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto e della compagnia di Follonica e coordinate dalla procura di Grosseto, avrebbero sparato ai giovani marocchini (a fare fuoco sarebbe stato però Meozzi con la pistola della Santi) per rapinarli di denaro contante e droga che nascondevano nel bivacco nel bosco, luogo frequentato da spacciatori dove si trovavano, nella notte tra domenica e lunedì anche le due vittime dell’agguato. I carabinieri accertarono anche di aver trovato in casa della 33enne parte della droga che sarebbe stata portata via alle due vittime – 10 grammi di hashish e 3 grammi di cocaina, il tutto suddiviso in dosi – nonché l’arma utilizzata, una Beretta calibro 9, detenuta legalmente dalla donna. Durante gli interrogatori i due, che si conoscevano e si frequentavano da tempo, si accusarono a vicenda. La Santi però era stata poi scarcerata, dopo tre settimane di detenzione, con un provvedimento del Tribunale del Riesame dopo la richiesta del suo legale per motivi legati alla salute: a questo provvedimento la Procura di Grosseto aveva fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, proprio ieri, accogliendo le motivazioni della Procura di Grosseto ha annullato il ...

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