A 16 anni guida un’auto e si schianta contro un albero

Grosseto, l’auto era stata rubata poco prima da un parcheggio nei pressi del centro storico. Il giovane è entrato in via Matteotti e ha perso il controllo dei veicolo. E’ rimasto ferito

Indagini della polizia

AREZZO POLIZIA CONTROLLI VOLANTE

Grosseto, 3 aprile 2024 – Ruba un’auto e inizia una scorribanda per le vie della città fino a quando, entrato in via Matteotti, perde il controllo del veicolo e si schianta contro un albero, ferendosi. E’ successo nella tarda serata di lunedì e quando è arrivata la "Volante" della Polizia gli agenti hanno dovuto aggiungere un particolare non secondario all’intera vicenda: alla guida dell’auto rubata poco prima c’era un ragazzo di 16 anni.

Il furto era stato messo a segno in un parcheggio nei pressi del centro storico, dove il legittimo proprietario lo aveva lasciato in sosta. Il giovane, dopo esser riuscito ad aprire uno sportello e ad accendere il motore, è partito iniziando la sua avventura di pilota in varie strade cittadine, concludendo poi la serata contro un albero.

Ma questa non è l’unica (brutta) notizia che ha interessato i proprietari di auto nella notte fra lunedì e ieri.

Nel parcheggio interrato di Campo Amiata, infatti, sono tornati in azione i vandali con l’ennesimo raid che si traduce in danni consistenti ai veicoli.

Questa volta sono state tre le auto prese di mira, a due delle quali (una Fiat Barchetta e una "500" vecchio tipo) è stato tagliato il tettino apribile, mentre alla terza (una Bmw) sono state rimosse gran parte delle guarnizioni intorno ai finestrini.

Sono raid che si stanno ripetendo con assidua frequenza, quasi sempre durante il fine settimana, e che vengono ripresi dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza di cui il parcheggio sotterraneo è comunque dotato. Da quello che si può capire dalle immagini (quelle degli atti di vandalismo di lunedì notte e quelle dei raid avvenuti nelle scorse settimane), si tratterebbe di un gruppetto di giovani, anche se – almeno così sembra – la loro identificazione dai soli video risulta complicata, perché gli autori si coprono sempre il volto grazie al cappuccio di felpe o giubbotti.