Le pecore con il collare intelligente. Per il benessere della pastorizia

La tecnologia corre in aiuto degli animali e controlla i parametri vitali per l’allarme lupi e la qualità del latte

Le pecore con il collare intelligente. Per il benessere della pastorizia

Le pecore con il collare intelligente. Per il benessere della pastorizia

Si chiama "Sheep Wolfare" e rappresenta una scommessa sul futuro della pastorizia. Il nome mette insieme tre parole Sheep (pecora) welfare (benessere) e wolf (lupo) e l’obiettivo è quello di mettere in campo nuove tecnologie per il benessere degli animali e la difesa delle greggi dai predatori. Il progetto, in via sperimentale, coinvolge il Consorzio tutela pecorino Toscano Dop, due aziende maremmane – quella di Franco Mattei che si trova nel comune di Scansano, e quella di Loriano Lombrichi che invece si trova nel territorio di Manciano – e il Dipartimento di Scienze agrarie e agroalimentari dell’Università di Pisa. La tecnologia, invece viene sviluppata da Espace eLab di Aosta.

Grazie a questa iniziativa un campione di pecore delle due aziende è stato dotato di collari "intelligenti" in grado di monitorare il comportamento degli animali e alcuni parametri fisiologici attraverso sensori alimentati con sistemi di recupero energetico cineticotermico. In questo modo anche la risposta ai fattori ambientali (compresi quelli di stress) viene monitorata. In sostanza gli ovini quando stanno per essere attaccati da predatori si agitano e cambiano i loro paramentri vitali, così facendo trasmettono informazioni ai collari che inoltrano degli alert ai pastori. L’obiettivo è quello di riuscire ad avvertire in tempo gli allevatori di situazioni di potenziale pericolo per il gregge.

L’introduzione di queste nuove tecnologie anche in ambienti tradizionali come quelli dell’allevamento di ovini dovrebbe contribuire al benessere degli animali e alla riduzione degli attacchi predatori. Perchè questo avvenga, il progetto Sheep Wolfare prevede anche l’installazione di telecamere termiche e a infrarossi e dissuasori perimetrali.

Il Consorzio tutela Pecorino Toscano Dop che associa 160 allevatori è il capofila e negli anni ha promosso e finanziato numerose attività di ricerca sperimentazione e formazione del personale delle aziende. L’azienda di Franco Mattei conta oltre 250 pecore. "La predazione delle pecore da parte dei lupi non danneggia solo il gregge – spiega l’allevatore –, ma ha ripercussioni anche sulla salute e sulla produzione di latte delle altre pecore, che si stressano a causa di questi eventi. Credo sia molto difficile che possano convivere prede e predatori, dunque, qualsiasi innovazione che possa aiutare in quest’ambito è ben accetta, purché superi un’importante fase di sperimentazione".

"Progetti come Sheep Wolfare nascono dalla speranza di andare avanti con la ricerca e con l’innovazione – spiegano dall’azienda di Lombrichi che conta circa 300 capi ovini – e per riuscire a controllare gli allevamenti in modo più equo e tranquillo e per garantire alle pecore la tranquillità e la serenità di cui necessitano. Gli enti pubblici e le istituzioni, a partire dall’Unione Europea, dovrebbero capire che allevatori e agricoltori non rappresentano ’solo’ imprese e attività, ma sono, soprattutto, manutentori del territorio".