
Pilar Fogliati è ospite al Festival diretto da Giovanni Veronesi
"All’Argentario ho trascorso ogni estate da quando sono nata. In Toscana uno dei miei ricordi più belli: qui, a Castiglione, ho scritto Romantiche". A dircelo è Pilar Fogliati, 31 anni, attrice romana, uno dei volti di un nuovo cinema apprezzatissimo, specialmente dai giovani. Domani ci sarà anche la protagonista di Odio il Natale e Cuori a raccontarsi alla Festa del cinema di mare: la kermesse dedicata alla settima arte che ha preso il via ieri a Castiglione della Pescaia sotto la direzione artistica di un altro toscano doc, il regista Giovanni Veronesi.
Fogliati, com’è avere 30 anni oggi?
"Ti senti addosso un senso di precarietà ma anche tanta libertà. Certi stereotipi sono caduti, specie per le donne, ma il mito della performance ti perseguita: c’è una grande pressione individuale. E anche io nel mio lavoro mi sento precaria: quando alzi l’asticella poi vuoi alzarla ancora, e ancora".
Da piccola che lavoro avrebbe voluto fare?
"Ne ho dette tante. Avrei voluto fare il “mezzobusto” al telegiornale, poi avrei voluto studiare economia per fare l’imprenditrice di chissà che cosa. Alla fine ho tentato di entrare all’Accademia Silvio d’Amico e per fortuna è andata bene".
E oggi cosa vuole fare?
"Portare avanti questa opportunità che ha avuto: di poter scrivere, di mettere le parole e non solo la faccia. E’ un sogno. Il vero regista è quello che prende la storia di un altro, ma ci mette qualcosa di suo".
Che storia le piacerebbe raccontare?
"Mi piacerebbe raccontare del futuro prossimo, qualcosa tra una cinquantina d’anni. Scrivere di personaggi che hanno sbagliato, che hanno torto, che sono pieno di difetti. Un po’ sfigatelli, un po’ insicuri e goffi".
Fuori dal set, chi è Pilar?
"Diciamo che passione e lavoro si mescolano. La mia vita fuori dal cinema è quella di una trentenne normale: fa sport regolarmente, esce con le sue amiche, specie non attrici..".
Le sue amiche le chiedono di fare le imitazioni?
"Sempre - ride - non le faccio mai di mia spontanea volontà ma me le chiedono sempre. Sì, diciamo che sono una sorta di jukebox per loro".
Che rapporto hai con la Toscana?
"Da quando sono nata ho passato l’estate all’Argentario, un vero chiclé del romano medio. Mia nonna è una fiorentina doc: ha 85 anni, è sposata con un torinese, con cui vive a Roma e non ha ancora perso il suo accento. E poi qui in Toscana c’è il ricordo più bello: a Castiglione della Pescaia ho scritto Romantiche. Ecco, la nuova Toscana è un po’ la mia Toscana".