La parola ai commercianti: "I saldi? Iniziano troppo presto e a ridosso delle feste di Natale"

I negozianti del centro storico non approvano la data fissata per le vendite con gli sconti "L’inverno non è ancora arrivato e chi vuole acquistare un capo ormai aspetta".

La parola ai commercianti: "I saldi? Iniziano troppo presto e a ridosso delle feste di Natale"
La parola ai commercianti: "I saldi? Iniziano troppo presto e a ridosso delle feste di Natale"

Con le feste giunte quasi al termine il prossimo pensiero è l’arrivo dei saldi che inizieranno venerdì. Se per chi compra può essere un buon momento per acquistare il capo desiderato spendendo meno, i commercianti hanno qualcosa da ridire sulla scelta del periodo. Per alcuni negozianti di capi d’abbigliamento del centro storico di Grosseto non è il momento e periodo adatto per proporre i saldi. Due le motivazioni date: l’inverno di cui c’è traccia solo sul calendario e il fatto che le svendite arrivino troppo a ridosso delle spese natalizie che potrebbero non favorire gli acquisti, proprio perché di spese di solito le famiglie ne hanno sostenute già tante per i regali.

"I saldi dovrebbero partire a febbraio – sostiene Diego Poli del negozio Poli – perché l’inverno ancora non è arrivato, le stagioni sono cambiate. La merce sarà tutta a saldo come tutti gli anni poi via via, gli sconti aumenteranno. I saldi andrebbero spostati. Considerando anche il rispetto verso chi compra perché c’è appena stato il Natale".

Per Alessandro Parronchi di Parronchi Abbigliamento "il problema dei saldi sono le stagioni slittate. Dovrebbero cominciare con il freddo, ma questo tempo non aiuta. Parte dei capi importanti si vendono con i saldi. Anche se è diventato un periodo di sconto troppo lungo. I saldi di fine stagione, come dice il termine stesso, dovrebbero essere fatti a fine febbraio, così, dopo la vendita stagionale, i capi invernali vengono messi a sconto gli ultimi venti giorni del mese. Il problema è che oggi la mezza stagione ha prezzi normali e l’alta stagione i prezzi scontati. È normale che chi decide di spendere una buona cifra per un capo con l’incertezza che venga freddo preferisce fare l’affare pagandolo meno. Tutti abbiamo il guardaroba pieno, non si compra più il superfluo ma solo il necessario".

"I saldi arrivano troppo presto – afferma Luana Chipa di Doppio Gioco –. Sono anni che accade questo: stagione ancora in corso e troppo a ridosso del Natale. Per il fattore clima non sono preoccupata perché hanno detto che verrà il freddo a breve. La temperatura non è importante se la gente vuole comprare, però era molto meglio prima quando iniziavano a febbraio. Le persone compravano di più anche sotto il periodo natalizio, mentre adesso sapendo che i saldi iniziano pochi giorni dopo Natale aspettano a fare acquisti".

Tesi confermata anche da Caterina Palmieri del negozio "Palmieri". "La data di inizio dei saldi andrebbe posticipata – dice –. Questo tipo di vendita è troppo a ridosso del Natale e, infatti, molti aspettano la fine delle festività per fare acquisti. Il cliente va curato, è il nostro pane e la nostra vita. Se aggiungiamo l’aggravante del cambiamento climatico con le temperature elevate ad ottobre, abbiamo i magazzini pieni di capi invernali. A questo punto, il gioco è ‘fuori tutto’. È un meccanismo della moda da cambiare. Tutto perché deve essere una macchina che non si ferma mai. Sulla questione inverno tardivo la maglieria pesante si è mossa a dicembre, quindi cerco di venderla con sconti, e con il famoso ‘prendi due paghi uno’. È tutto un arrampicarsi sugli specchi." Come si difende il negozio dalle rimanenze? "Abbiamo un outlet – dice ancora Palmieri – dove si possono trovare capi scontati tutto l’anno a disposizione del cliente che vuole risparmiare".

Stesso problema riscontrato anche da Eleonora Fabbri di Number One. "Troppo anticipati questi saldi – dice –, potevano aspettare almeno altri 20 giorni. Bastava anche fine gennaio. Le persone si sono trovate ad acquistare i capi invernali tardi per colpa della stagione, a questo punto aspettano i saldi".