Giovanni Caso Presidente provinciale di Conesercenti
Giovanni Caso Presidente provinciale di Conesercenti
Titolari di esercizi pubblici positivi al Covid19; commessi o collaboratori pure loro contagiati oppure in quarantena per almeno 7 giorni perché contatti stretti di casi accertati. Ma la situazione interessa anche altri settori economici: solo a Grosseto ci sono una trentina di autisti di bus ancora fermi al palo a causa della pandemia, e con essi le rispettive famiglie. Tra i dipendenti della Regione Toscana in servizio a Grosseto è la...

Titolari di esercizi pubblici positivi al Covid19; commessi o collaboratori pure loro contagiati oppure in quarantena per almeno 7 giorni perché contatti stretti di casi accertati. Ma la situazione interessa anche altri settori economici: solo a Grosseto ci sono una trentina di autisti di bus ancora fermi al palo a causa della pandemia, e con essi le rispettive famiglie.

Tra i dipendenti della Regione Toscana in servizio a Grosseto è la stessa identica cosa; e pure tra i militari del 4° Stormo o del Savoia Cavalleria; per non parlare dei dipendenti Asl e via discorrendo. "Di fatto ci troviamo di fronte a un nuovo lockdown" dice Giovanni Caso, presidente provinciale di Confesercenti. "L’aumento dei contagi – affermano dall’associazione – ha instillato nuova paura tra la gente. Portando molti a rinchiudersi nuovamente in casa, e questa volta volontariamente". "È dal 20 di dicembre che sono iniziate a fioccare le prime disdette – precisa Massimiliano Mei, presidente provinciale Fiepet Confesercenti – come sono risaliti i contagi, la gente si è chiusa in casa. Alle dieci di sera per le strade non c’è nessuno, come ci fosse il coprifuoco. Molti locali tra l’altro hanno deciso di chiudere dopo la Befana e ancora devono riaprire, qualcuno è stato costretto a chiudere per mancanza di personale, e altri perché i clienti non ci sono, hanno paura o sono in quarantena. Quello che temiamo è che la situazione resti la stessa almeno per un altro mese". Sulla stessa lunghezza d’onda Amedeo Vasellini, vicepresidente provinciale Confesercenti: "Mentre negli ultimi due anni non c’erano mai state assenze di personale, ora, all’opposto, tra isolamento per contatto, positività o autosorveglianza, in molte strutture mancano proprio i dipendenti. In più la clientela è fortemente diminuita".

"L’aumento dei contagi ha creato un clima di sfiducia che sta frenando i consumi delle famiglie – afferma Giovanni Caso presidente provinciale di Confesercenti –. Un problema soprattutto per le piccole e piccolissime imprese italiane del turismo, della ristorazione, del commercio e dei servizi. Così si rischia di mettere la parola fine alla ripresa. Per questo servono immediatamente nuove misure di sostegno e la proroga degli ammortizzatori sociali".