Il giovane aggredito
Il giovane aggredito

Grosseto, 3 agosto 2020 - Ha deciso di denunciare i suoi aggressori in procura a Grosseto: Mamady Dabakh Mankara, senegalese di 25 anni, da quattro in Italia e da oltre un anno assunto in una cooperativa che si occupa di ragazzi disabili, passa alle vie legali dopo l'aggressione di Castiglione della Pescaia nella giornata di domenica.

Quando avrebbe subìto un'aggressione a sfondo razzista da due persone, una coppia, per futili motivi inerenti al posto da occupare sotto un gazebo in spiaggia. La coppia sembra non volesse persone di colore vicino. Il 25enne ha ricevuto due pugni che gli hanno provocato ferite giudicate guaribili in sette giorni. Il giovane ha avuto un colloquio con il suo legale, l'avvocato Michele Ugolini, e insieme hanno ricostruito la vicenda. Nella giornata di martedì ci sarà la denuncia in procura. 

Importante sarà anche la testimonianza di due senegalesi che Mankara aveva conosciuto a Castiglione della Pescaia e che hanno assistito ai fatti. «Sabato - racconta il 25enne - siamo arrivati alla spiaggia libera e abbiamo steso gli asciugamani sotto i gazebo che il Comune mette a disposizione di tutti. C'erano poco distanti due uomini che hanno iniziato a minacciarmi di andarmene. E mi hanno colpito». Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno preso le generalità degli aggressori. «Poi volevano fare pace e mi hanno invitato a pranzo - aggiunge -, ed è quella la cosa che mi ha offeso di più».

La Fondazione Il Sole, la cooperativa sociale dove lavora, potrebbe costituirsi parte civile in un eventuale processo. Intanto i carabinieri hanno aperto un'indagine sull'accaduto.

«È un episodio preoccupante - ha detto Massimiliano Frascino, presidente dell'associazione 'Il Solè - perché lo schema del nemico in chiave razzista attecchisce trasversalmente. In questo caso ci sono due albanesi che si sentono legittimati a utilizzare slogan pericolosi. E che stratificano un razzismo in una piramide di odio, tra immigrati». Per il sindaco del capoluogo, Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, «la violenza è l'arma dell'ignoranza. Si è verificato un inqualificabile atto di violenza. E' inaccettabile che tali, brutali atti si verifichino di nuovo sul nostro territorio. A Mamady va la mia solidarietà e la promessa di lottare contro le ingiustizie e la violenza».