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14 mag 2021
14 mag 2021

Fiorentina, Commisso alla città: "Se i fiorentini portano i soldi vendo la squadra"

La provocazione del patron viola in una lunga conferenza stampa. "Ci sono stati errori quest'anno, ma abbiamo fatto tutto il possibile"

14 mag 2021

Firenze, 14 maggio 2021 - "Che allenatore voglio? Uno che vince". Parla chiaro e taglia corto il presidente Commisso sulla domanda più scomoda nella conferenza stampa in cui ha parlato alla città. Molte delle domande dei giornalisti, punzecchiati dallo stesso Commisso su vari argomenti, riguardano ovviamente la nuova guida tecnica. Ma il fulcro dell'incontro è la provocazione ai fiorentini: "Se mi portano 35 milioni di euro di anticipo vendo la squadra". 

La provocazione

Commisso vuole provocare la piazza: "C'è qualche fiorentino che compra la Fiorentina se la metto in vendita? Ci sono fiorentini che vogliono dare a garanzia le loro case per comprare la Fiorentina? Forse le cose sportivamente non vanno bene, ma la Fiorentina è senza debiti. Non so se posso dire lo stesso degli altri: guardando Milan, Roma e Inter, hanno debiti molto alti. La Fiorentina è stata finanziata al 100% dalla mia famiglia e non ha debiti. E per questo sono orgoglioso. La Fiorentina non andrà mai in fallimento". 

L'attacco alla stampa

E' un attacco pesantissimo quello che Rocco Commisso fa al mondo del giornalismo che racconta quotidianamente la Fiorentina. Reo a suo dire di mettere in cattiva luce la stessa famiglia Commisso e tutto il lavoro svolto dalla società viola. Nel mirino del presidente finiscono in particolare il Corriere Fiorentino e la Gazzetta dello Sport. Secondo il presidente questi giornali avrebbero attaccato strumentalmente la Fiorentina tramite il proprietario delle testate, Urbano Cairo. 

La replica del Corriere Fiorentino

In un comunicato il comitato di redazione del Corriere Fiorentino replica:  "Il comitato di redazione del Corriere Fiorentino respinge sdegnato le accuse di fare il proprio lavoro perché "controllati" dal nostro proprietario, Urbano Cairo, che è anche proprietario della "Gazzetta dello sport", del Corriere e presidente del Torino. Questo giornale, come i colleghi del Corriere e della Gazzetta, ha stampato nel proprio dna una legge: l'unico nostro proprietario sono i lettori. A loro rispondiamo. I precedenti proprietari prima e il presidente Cairo, unico imprenditore o quasi nell'editoria "puro" d'Italia, sono venuti pochissime volte nella nostra redazione, a salutarci. Il "padrone in redazione" non l'abbiamo mai avuto. Altri gestiscono la comunicazione in proprio, perché incapaci di avere rapporti corretti con i mezzi di informazione. Stupisce, per un imprenditore che ha lavorato tanti anni negli Usa. Non si stupisca invece Commisso: le aggressioni non ci intimidiscono, continueremo a fare il nostro lavoro in onestà, trasparenza, correttezza. Solidarietà al direttore Roberto De Ponti ed al collega Ernesto Poesio e agli altri, della nostra redazione e delle altre, offesi in questi mesi. E visto che in italiano pare ci siano problemi di comprensione, glielo ripetiamo in inglese: "That’s the press, baby, the press. And there is nothing you can do. Nothing”.

La lite con l'Associazione Stampa Toscana

Durante la conferenza stampa c'è stato anche un duro confronto con Sandro Bennucci, intervenuto in qualità di presidente dell'Associazione Stampa Toscana. "Lei non può rivoglersi così ai giornalisti", il significato delle parole di Bennucci a Commisso. Il patron ha replicato stizzito e ha fatto chiudere il collegamento con il giornalista. 

 

La risposta dell'Associazione Stampa Toscana

Il comunicato stampa integrale dell'Associazione Stampa Toscana: "Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Stampa Toscana, Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, Unione Stampa Sportiva Italiana e Ussi Toscana denunciano con forza le intollerabili offese pronunciate dal presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, in una videoconferenza stampa, che avrebbe dovuto fare il punto della situazione dopo la salvezza raggiunta in campionato, e che invece si è trasformata in un allucinante processo a tutti i colleghi che hanno seguito la squadra. Parole inaccettabili, quelle pronunciate da Commisso, mai ascoltate in un incontro stampa e non giustificabili nemmeno con l'amarezza di una stagione difficilissima. Commisso ha parlato di giornalisti ruffiani e addirittura manipolati da presidenti di altri club, di giornalisti che fanno i soldi con la Fiorentina, di giornalisti che non raccontano mai il vero. Inutile anche il tentativo di intervenire per chiedere a Commisso un approccio diverso, più sereno e confacente alla situazione nella quale si stava trovando, fatto dal presidente dell'Ast, Sandro Bennucci, al quale è stata tolta la parola dopo pochi secondi con una frase secca. Un atteggiamento inqualificabile: solo nei regimi autoritari si verificano comportamenti del genere. In una prossima occasione, di fronte a simili epiteti, i colleghi sono invitati a uscire dalla video conferenza. Fnsi, Associazione Stampa Toscana, Ordine dei giornalisti della Toscana, Ussi nazionale e Ussi Toscana si rivolgono a Federcalcio e Lega di serie A perchè approfondiscano, anche attraverso la Procura federale, quello che è accaduto stamani, 14 maggio 2021, durante la videoconferenza del presidente della Fiorentina. Un appello è rivolto anche al prefetto di Firenze, Alessandra Guidi, perchè intervenga nel caso in cui le parole di Commisso possano provocare atti irresponsabili nei confronti dei giornalisti. Gli organismi della categoria sono pronti a schierarsi al fianco di tutti quei colleghi che, chiamati in causa direttamente, abbiano intenzione di rivolgersi ai propri legali".

 

"Non c'è stata una promessa che non ho mantenuto"

"In due anni non c'è stata una promessa che io non ho mantenuto - dice Commisso - Non sono venuto qui per stare nella parte sinistra della classifica. Io credevo di avere una squadra più forte dell'anno passato. Questo non è successo. I risultati non sono arrivati e siamo nella parte destra. Però abbiamo lavorato e abbiamo fatto tutto il possibile per fare una squadra completa. Certamente ci sono stati errori pur avendo speso tanti soldi". 

"Dovreste fare una statua a Iachini"

"I fiorentini intanto - dice Commisso - dovrebbero fare una statua a Iachini per il grandissimo lavoro che ha fatto. Iachini dopo Prandelli ha ripreso una squadra impaurita, l'ha risollevata e abbiamo conquistato la salvezza". "Su Iachini - continua Commisso - i giornalisti hanno detto molte cattiverie. I giornalisti hanno parlato per un anno, adesso parlo io. Sono state scritte cose indegne sulla mia famiglia e sulla squadra".

Sul nuovo allenatore poi dice: "Ad oggi non abbiamo nessun nuovo allenatore. Su chi sarà l'allenatore questo lo decideremo nel prossimo futuro, a stagione finita".

La Superlega

Commisso parla anche del tema Superlega e del sistema calcio europeo: "Il sistema europeo con la retrocessione è il sistema giusto. Sono venuto qui in Italia perché mi piace il sistema".

I conti e il bilancio

Sui conti e sul bilancio dice: "Mai avrei pensato, dopo aver speso così tanto per acquistare la Fiorentina, che avrei dovuto spendere ancora così tanto in questi due anni. Ho comprato la Fiorentina e dopo otto mesi è cominciato il disastro del covid. Negli ultimi due anni noi abbiamo perso "cash" 38 milioni di euro operativi. Siamo arrivati a mettere oltre ottanta milioni nella Fiorentina in due anni". E fa il confronto con lo Spezia: "Per comprarlo sono serviti 22 milioni. Qui sono stati messi soldi veri".

 

 

 

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