Firenze, 14 febbraio 2020 - Ogni uscita di un suo film è un evento, ogni sua nuova pellicola crea una simpatica attesa nei suoi fans. Carlo Verdone è in arrivo nelle sale il 26 febbraio con il suo ventisettesimo film da regista, a quarant’anni esatti dal suo debutto sul grande schermo con “Un sacco bello”. Per il suo ritorno al cinema con un film corale dal titolo “Si vive una volta sola” il regista attore romano, ma con forti radici toscane, si è circondato di due commedianti di razza, Rocco Papaleo e Max Tortora. Di passaggio in questi giorni a Firenze per una anteprima del suo nuovo film, Verdone ricorda con piacere i motivi della scelta dei due attori da affiancare alla primadonna Anna Foglietta.

Com’è nata l’idea di “scritturare” Papaleo e Tortora? “In effetti - dice Verdone - mentre scrivevo la sceneggiatura avevo già in mente i loro nomi. Poi successivamente ci siamo incontrati, abbiamo trovato le date visto che sono due attori che lavorano molto, poi subito dopo aver avuto i loro ok abbiamo cominciato a lavorare su una prima bozza, divertendoci a ricamare, a perfezionare proprio su di loro i personaggi che avrebbero dovuto interpretare”.

Per ogni attore brillante e comico, lavorare con Verdone è un sogno, un traguardo da raggiungere. Max Tortora conferma con entusiasmo. “Certo è vero. Per ogni attore è così. Non è detto che possa succedere nel corso di una carriera. Fortunatamente per è successo ora. Ed è il coronamento di ogni carriera. Sono stato molto felice, confermando quello che ho sempre pensato di Carlo uomo e di Carlo regista. Carlo è un sarto che costruisce meravigliosamente un personaggio su di te”.

Rocco Papaleo nel raccontare questa nuova esperienza professionale, si spinge oltre. “Cercherò di spiegarmi con una metafora. E’come se per tutta la mia carriera precedente all’incontro con Carlo, io abbia semplicemente e solamente fatto petting. In attesa del primo e vero rapporto sessuale. Ecco, questo per me è stato lavorare con Verdone. Eppure ci eravamo sfiorati ed incontrati tante volte anche a casa di Giovanni Veronesi. E io mi guardavo Carlo… diciamo con gli occhi dell’amore. Poi finalmente è successo. E per me è stato una botta di vita, un sogno che si è realizzato”.

Verdone ascolta in silenzio sorridendo, ricambiando i complimenti. “Siamo persone complementari, capaci di formare un gruppo omogeneo. un bell’incastro, una bella fusione. Max mi ricorda molto i grandi attori della commedia degli anni Sessanta, con alcune caratteristiche ben precise; simpaticamente cinico, tempi comici notevoli e una faccia da commedia seria. Rocco invece è spiazzante, ha la grande capacità di inventare sempre qualcosa di nuovo durante le riprese, qualcosa che non ti aspetti e alla fine risulta essere giusto. E allora bisogna lasciarlo fare. Poi voglio ricordare anche Anna Foglietta, una attrice dai tempi recitativi fantastici, attrice forte, seria, solare, bravissima sia nel comico sia nel drammatico”.

Insomma, questo “matrimonio” tra interpreti appartenenti a diverse generazioni, con stili, carriere, metodo di lavoro diversi, ha funzionato grazie alla sapiente regia di Verdone, capace come sempre di tirare fuori il meglio da ogni attore. “Sarebbe una cosa che non mi perdonerei mai, non riuscire a tirare fuori il talento di un attore, non riuscire a valorizzarlo. Preferisco sbagliare io”.

Parole a conferma della modestia di Verdone, diventato negli anni, autentico oggetto di culto da parte dei fans. “Con lui ci siamo sentiti liberi e protetti”rispondono in assoluta sincerità i protagonisti di “Si vive una volta sola”. E tutto fa pensare che anche questa nuova pellicola firmata Carlo Verdone possa trasformarsi in un grande successo di pubblico. Il ventisettesimo successo della sua meravigliosa carriera da regista.