Narciso Parigi in un'immagine del video di Andreaggi
Narciso Parigi in un'immagine del video di Andreaggi

Firenze, 2 aprile 2020 - "Firenze ha insegnato a vivere a tutto il mondo, ma ora si è un po' addormentata. Invece si deve risvegliare e tornare a insegnare a  tutti". Parlava così Narciso Parigi a proposito della sua canzone "Va' ja, Firenze": un gioco di parole tra la bonaria espressione fiorentina "Va' ja" (scritta anche "vaìa", o "va ia") di fronte a qualcosa di poco credibile o deludente (equivale a "ma fammi il piacere...") e l'invito ad andare nella città del giglio. In realtà, "Va' ja, Firenze" (scritta nel 1964)  è un atto d'amore di Parigi alla sua città, con la narrazione della sua grande tradizione storica e artistica e il paragone (deludente, appunto) con la sua trasformazione moderna. Nel finale, contiene un'esortazione forte del cantante innamorato di questo luogo unico al mondo: "Risvegliati Firenze". 

Per rendere omaggio a Narciso Parigi (il grande artista che si è spento il 25 gennaio scorso) e a Firenze, in questo momento così difficile per l'epidemia di coronavirus, Lorenzo Andreaggi ha voluto realizzare e pubblicare su Facebook un video molto suggestivo sulle note della sua interpretazione di "Va' ja, Firenze", tratta dal progetto discografico "Italia, America e ritorno" che ha visto lo stesso Parigi come direttore artistico. 

 

"Non è la solita canzone sdolcinata che si rivolge alla propria città del cuore, è una canzone un po' diversa dallo stile melodico di Narciso, più alla De André oserei dire, sia per la musica che per il testo. Spero che questa canzone piaccia ai fiorentini, io ho messo cuore e anima nel cantarla. Nel videoclip si vedono le immagini in animazione di tutto quello che viene descritto dalla canzone", dice Andreaggi che ha raccolto il testimone del grande Parigi.

Il giovane cantante fiorentino è stato accompagnato da Bruno Scantamburlo (arrangiamento, chitarra acustica e cavaquinho), Fabrizio Mocata (pianoforte e melodica), Leonardo Martera (batteria), Fuzica Da Mangueira (percussioni), Marco Bachi della Bandabardò (contrabbasso).

"La canzone _ prosegue Andreaggi _ è un invito a migliorarsi, a non dormire sugli allori. A non vivere solo del passato e di luce riflessa. Ricordiamoci dunque del nostro glorioso passato per stabilire radici e guardare ancor più con ottimismo a un sereno futuro senza mai dimenticarci quello che è stato. 'Risvegliati Firenze!' come dice la canzone. Frase che ci tocca molto in questo brutto periodo e che dà veramente speranza ad un risveglio prossimo da questa esperienza drammatica"