Giornata della memoria: "Bisogna passare il testimone ai giovani"

La seduta sollenne del consiglio regionale al Memoriale italiano di Auschwitz

Un momento della seduta solenne
Un momento della seduta solenne

Firenze, 31 gennaio 2024 - “Giusti. I giusti sono coloro che si oppongono al genocidio, all’antisemitismo e all’indifferenza, trasmettendo l’idea di responsabilità del singolo”. Sono le parole di Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo, la foresta dei Giusti, organizzazione no profit che svolge la sua attività a livello internazionale, che interviene nel corso della seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana, organizzata in occasione del Giorno della Memoria, presso il Memoriale italiano di Auschwitz, in via Giannotti.

Come ha ricordato in apertura il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, “era un impegno che ci eravamo presi: celebrare questa seduta, ogni anno, in un luogo simbolico della nostra regione” e Mazzeo ha ringraziato il Comune di Firenze rappresentato dall’assessora Maria Federica Giuliani per aver concesso di svolgere la seduta presso il Memoriale.

Mazzeo ha voluto rivolgere un saluto particolare a Renzo Montini, classe 1928, fiorentino del quartiere di San Frediano, sopravvissuto ai campi di sterminio. Montini, prendendo la parola, ha raccontato l’inferno che ha vissuto da quando, ragazzino di 15 anni, fu prelevato insieme a tanti altri dalla banda Carità e spedito a Mauthausen e successivamente ad Ebensee, riuscendo miracolosamente a sopravvivere e a tornare, ridotto a uno scheletro di 40 chili, a casa. “L’identità è fatta di storie che vanno trasmesse, analizzate e studiate – le parole del rabbino capo di Firenze Gadi Piperno – e il 27 gennaio è una data che parla della storia dell’Italia. Purtroppo abbiamo assistito a una serie di tentativi di svilire e strumentalizzare la nostra storia di italiani”.

Lorenzo Tombelli, presidente toscano di Aned, l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, ha ricordato che la data di celebrazione del Giorno della Memoria è stata fissata il 27 gennaio perché in quel giorno furono aperti i cancelli di Auschwitz, ma che “la deportazione è proseguita per molti mesi, con le marce della morte, con cui i detenuti venivano trasferiti da un lager all’altro”.

Per dare un nuovo senso alla Memoria, accanto alle parole, i riflettori si sono accesi anche sul luogo, sul Memoriale italiano di Auschwitz tornato fruibile al pubblico, come sottolineato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: “La riapertura di questo nuovo polo culturale della Memoria, di respiro internazionale, avvenuta in occasione di una data emblematica per la storia del nostro paese, martedì 25 luglio, 80esimo anniversario dalla caduta del regime fascista, ci invita a rendere partecipi le giovani generazioni, per trasmettere loro il senso della partecipazione degli italiani, dei nostri toscani, in una regione che conta 200 eccidi e 4500 innocenti uccisi, in una terra che non ha esitato a dare il proprio tributo di sangue alla Resistenza”. “Abbiamo approvato – conclude Mazzeo – una legge attraverso cui sostenere le iniziative che saranno promosse per la celebrazione dell’80esimo anniversario della Liberazione della gran parte del territorio toscano e per la commemorazione delle vittime delle stragi nazifasciste. Un’occasione ulteriore per confermare e rafforzare quelli che, da sempre, sono i valori fondanti del nostro paese e della nostra Toscana: giustizia, solidarietà, libertà, dignità". 

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