12 maggio, festa della mamma: sapete che la celebravano già gli antichi Greci?

La ricerca sulle mamme lavoratrici: i figli portano a sviluppare capacità di leadership e creatività più di qualsiasi corso di formazione. Ma per l’impossibilità di conciliare vita privata e lavoro nel 2022 si sono dimesse 44mila mamme

Festa della mamma (foto Ansa)

Festa della mamma (foto Ansa)

Firenze, 12 maggio 2024 – La mamma: la persona che ci ha amato per primi e che, per tutta la vita, occupa un posto speciale nel nostro cuore. Oggi è la loro festa, ma come nasce questa ricorrenza che viene celebrata in tutto il mondo? Le origini possono essere rintracciate già nell'antica Grecia, dove la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei. Gli antichi Romani, invece, intitolavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri. Ma la mamma di tutte le Feste della Mamma, così come è giunta fino a noi, festeggiata la seconda domenica di maggio, è l’America. La prima fu Anna Jarvis che nel lontano 1908 celebrò il Mother's Day in onore di sua madre. Il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson poi la ufficializzò nel 1914: da quel momento la Festa della Mamma venne festeggiata la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri.

Ma quanto è difficile oggi essere mamme? Uno dei motivi che è di ostacolo alla genitorialità, risiede proprio l’impossibilità di conciliare vita privata e lavoro. I dati parlano chiaro: nel 2022 in Italia, secondo l’Ispettorato del Lavoro, per questo motivo si sono dimesse 44.000 mamme. Un fenomeno in aumento rispetto all’anno precedente con un +17,1%, in particolar modo per le donne che hanno appena avuto un bambino (63%). Ma per fortuna c’è chi rappresenta un esempio positivo. Molte realtà stanno infatti sviluppando politiche di sostegno alla genitorialità con la creazione di una rete collaborativa che accompagni le donne, e non solo, anche nella fase di sospensione dal contesto lavorativo.

C'è un altro aspetto che, in questo giorno così speciale dedicato a tutte le mamme, vale la pena sottolineare. I benefici della maternità sono numerosi, e possono avere ripercussioni positive anche sul posto di lavoro. Ma le aziende lo sanno? “Purtroppo non tutte - spiega Riccarda Zezza, founder di Lifeed -. L’idea che diventare madre possa costituire una “pausa” nella carriera è da ribaltare completamente: si tratta, infatti, di un'esperienza di vita in grado di attivare competenze utilissime proprio nelle aziende e sono i dati a dircelo.” “Una donna che diventa madre sviluppa infatti un potenziale che può essere misurato e portato anche nei ruoli professionali: quando le madri vengono valorizzate sul lavoro, il potenziale di competenze in azienda può crescere fino al 15%. Per esempio, se le lavoratrici portassero sul lavoro le competenze che usano come madri, l’azienda potrebbe ottenere fino al 21% di competenze di collaborazione in più e fino al 16% di agilità mentale in più, con un impatto notevole su produttività e risultati” ha concluso Zezza. Maurizio Costanzo 

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