EVA DESIDERIO
Cultura e spettacoli

Firenze, a Palazzo Pitti la tanto attesa riapertura del Museo della Moda e del Costume

Alla Palazzina della Meridiana l’anteprima dell’esposizione “La collezione permanente: il Novecento”

La riapertura del Museo a Palazzo Pitti (Foto New Press Photo)

La riapertura del Museo a Palazzo Pitti (Foto New Press Photo)

Firenze, 12 dicembre 2023 – Dopo tre anni di chiusura per Covid e per lavori di manutenzione e restauro ha riaperto oggi il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, alla Palazzina della Meridiana con l’anteprima stampa dell’esposizione “La collezione permanente: il Novecento” con 50 abiti esposti dal vivo e dunque assai emozionanti per il visitatore che sarà aperta al pubblico da domani con una selezione di modelli iconici e anche tanti accessori come scarpe e cappelli. Un percorso nel sogno e nella bellezza che spazia dagli anni Venti con il Delphos color cipria di Mariano Fortuny al mantello in velluto devorè appartenuto ad Eleonora Duse, il manto di velluto sempre del 1920 di Paul Poiret con pizzo d’oro e rose di velluto sotto un collo a cratere dalla collezione donata da Anna Piaggi, e ancora la cappa di Maria Monaci Gallenga a stampa su velluto di tralci, pigne e tulipani dorati delicatissimo e molto attuale. Questa la prima delle dodici sale dell’allestimento curato da Tommaso Lagattola in modo essenziale per esaltare la bellezza delle decorazioni della Meridiana che hanno visto intervenire l’architetto Elena Pozzi.

Hasselblad H6D

“Questa è una ri-inagurazione con la collezione permanente e alcuni pezzi importanti del Novecento – ha detto il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt inaugurando l’esposizione con molta soddisfazione per questa riapertura molto attesa – in primavera proseguiremo con l’aggiunta di tre grandi sale e le collezioni rare dal 1500 al 1800 di abiti e accessori. La squadra del Museo della Moda ha lavorato molto e bene per questa riapertura con un lungo e preciso processo curatoriale. Sarà necessaria una rotazione dei vestiti e degli accessori con la tempistica di restauratrici ed esperti perché si tratta di opere tessili. Sono contento che negli ultimi giorni del mio secondo mandato siamo riusciti a riaprire le sale con questa mostra curata da Vanessa Gavioli. E’ importatante far rivivere la moda qui a Firenze dove è nata negli anni Cinquanta, testimonianza di un territorio di produzione eccellente ancora oggi. In questi anni a Palazzo Pitti sono tornate le sfilate, con Gucci alla Galleria Palatina e Stefano Ricci che ha riaperto la Sala Bianca e non va dimenticato anche Virgil Abloh con la prima sfilata proprio in Piazza Pitti”.

Franca Florio, l'abito da sera
Franca Florio, l'abito da sera

Insomma, qui al Museo della Moda e del Costume (nato nel 1983 come Galleria del Costumeha da una geniale intuizione della prima direttrice Cristina Piacenti) aspetto museale e creativo si incontrano. “Mi piace onorare il ricordo e l’opera della dottoressa Piacenti”, ha detto Vanessa Gavioli che ha curato l’esposizione e che ha messo a confronto vari decenni di stile e di lavorazioni certosine in abiti capolavoro come quelli di Schubert, Roberta di Camerino, Roberto Capucci, Valentino, Gianfranco Ferrè, Versace, Jean Paul Gaultier, Mila Schon, Giorgio Armani, Gucci, Antonio Marras, Prada e John Galliano sono per citarne alcuni.

(Foto New Press Photo)

Il Direttore Schmidt ricordando l’impegno culturale di Roberta Orsi Landini, studiosa eccelsa che ha lavorato fin dagli anni della fondazione, ha ricordato il valore delle donazioni che da sempre hanno arricchito il patrimonio del Museo della Moda che è l’unico statale e ufficiale in Italia. E questo non va mai dimenticato. “Faccio un appello per continuare a donare abiti e accessori di moda al nostro Museo – ha detto Eike Schmidt  – come è successo in passato per privati e istituzioni, e soprattutto costumisti e stilisti. Ora ci sono anche gli influencer che si vestono molto! Questo per rendere questo luogo sempre più vivo e attivo. L'appello che ora lancio è di continuare con le donazioni per gli anni a venire; è un appello rivolto a tutti, ma specialmente a stilisti, attori, cantanti, come in passato ma ora aggiungiamo anche influencer e creators: donate, per rendere sempre piú bello questo museo unico nel nostro Paese. Ora abbiamo 15.000 pezzi in deposito e in custodia spero proprio diventino tanti di più!”.