
Monica Guerritore
di Titti Giuliani Foti
Marina di Pietrasanta- «LA MIA VITA è questa voglia di cambiare, di rimettermi in gioco senza paura. In qualche modo mi sono messa in mezzo tra Giovanni Nuti e Alda Merini. Ed è stato bellissimo, un’avventura esaltante». Nessuna come Monica Guerritore sa che crescere è accumulare. È ricchezza. È il succedersi delle esperienze e anche quell’arte meravigliosa di imparare sempre. Questa sera alle 21 andrà in scena al teatro La Versiliana di Marina di Pietrasanta, lo spettacolo di Monica Guerritore e Giovanni Nuti dal titolo «… Mentre rubavo la vita…!», che racconta la passione incandescente della poetessa Alda Merini con la quale Giovanni Nuti ha collaborato per sedici anni.
Monica come ci si sente con Alda Merini?
«Meravigliosamente, un viaggio che ti prende fino all’anima. Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini. E poi c’è la musica di Nuti che rende travolgenti i suoi testi. Io stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme a noi, ne sono sicura».
Dopo Judy Garland, Guerritore è diventata quasi una cantante...
«E’ bellissima questa cosa, inaspettata: infatti è da quello spettacolo che è nata l’idea per questa collaborazione. Nuti ha scritto canzoni bellissime con i versi di Alda Merini. In scena ci sono musicisti e violini e quindi si vedrà un vero concerto con delle parole meravigliose. E io da parte mia ci ho messo dentro non solo la voce, ma i cambi di costume i cilindri di paillettes, una follia di canzoni video, immagini e tutto quello che fa spettacolo».
Quanti siete in scena?
«Siamo dieci sul palcoscenico ma spesso il pubblico conosce bene i testi delle poesie messe in musica e diventa qualcosa di molto travolgente: sembra quasi che tutto il teatro sia sul palco con noi. Per questo esperimento bellissimo dove mi rimetto in gioco con grande gioia, voglio dire grazie a Nuti che è veramente straordinario. Ha fascino e voce e la gente lo scopre e trova meravigliosi i suoi ritmi zingari».
Monica quali sono le parole che ama?
«Sete che dette tempesta. Lascio a te queste impronte sulla terra tenere e dolci che possa dire qui è passata una gemma o una tempesta una donna che è avida di dire disse cose notturne e delicate. Una donna che non fu mai amata».
Cosa le dà riscoprire donne come Giovanna D’Arco, Oriana, Garland?
«Energia. Tantissima. Non c’è trucco. È come una disciplina quotidiana. Cercare lo stupore, e la bellezza di dire: tutto è ancora possibile».