Elogio del bacio: “E’ il gesto dell’uguaglianza”

Il libro di Elisabetta Moro e Marino Nola, sposati da trent’anni. Un’idea nata durante la pandemia

Elisabetta Moro e Marino Nola

Elisabetta Moro e Marino Nola

Firenze, 1 febbraio 2024 – Il bacio è l'incontro di due esatte metà, di due facce che diventano una sola. Un gesto simbolico che diventa passione e unione. Lo sanno bene Elisabetta Moro e Marino Nola, autori del libro «Baciarsi», marito e moglie da trent'anni.

«Il bacio è alla base delle relazioni fra persone. Si dà e si riceve. E’ il gesto attraverso cui si può essere alla pari», esordisce così Elisabetta Moro. Un’idea che nasce durante la pandemia quando i contatti erano una tra le prime vittime del covid. «Studi dimostrano che è l’evoluzione che ci spinge a baciarci. Questo gesto comporta uno scambio di bacilli che rafforzano il nostro sistema immunitario. Dovremmo baciarci almeno nove volte al giorno. Si crea quella dipendenza tale che ci aiuta anche a scoprire qual è il partner giusto», commenta il professor Marino Nola.

Il bacio rubato. Un bacio che ha sempre avuto un’accezione positiva, visto spesso nei film ma vissuto anche da molti. Oggi potrebbe assumere un valore negativo per la lotta a favore delle donne ma Marino racconta che non è così. «Ci sono gradi diversi di approccio del bacio. Esistono casi giuridici in cui un uomo che baciava una donna in pubblico era per segno di legame a quell’uomo per sempre. Noi professiamo un femminismo che si basa sull’uguaglianza». Ciò che colpisce dal racconto dei due autori è il rapporto che il mondo anglosassone ha con le fiabe: esiste una campagna contro le favole (come Biancaneve) perché ritenute maschiliste.

Secondo alcune donne il bacio del principe non è corretto perché senza consenso della ragazza. «Nella nostra cultura salutarsi con un bacio è normale. Professiamo il bacio del romanticismo, dell’amore, delle anime. Spesso i ragazzi confondono il corpo con l’anima. Mi spiego. L’educazione delle nuove generazione è erotica e non sentimentale, dunque ecco perché spesso un bacio rubato i più piccoli non lo considerano segno di violenza», continua la professoressa Moro. Ma se la nostra è una società con molto contatto fisico, non tutti i popoli hanno l’abitudine di baciarsi in pubblico. Il bacio, come raccontano i due professori, è ciò che unisce. Significa amore, amicizia, passione, protezione, unione tra due stati. In antichità era un gesto di protezione delle mamme scimpanzé per nutrire i piccoli, poi è diventato un gesto simbolico.

«In India baciarsi in pubblico è vietato. Eppure sono lo stesso popolo che ha scritto libri erotici. Vātsyāyana, autore del libro più noto di questo campo, dice che il bacio e l’erotismo sono fondamentali nella vita delle persone tanto quanto il cibo», racconta Nola. Il bacio può essere anche un movimento che trasforma qualcuno apparentemente brutto in bello: il ranocchio che si trasforma in principe. «Si, è un manifesto contro la società dell’apparenza. Chi ha il coraggio di andare oltre scopre cosa c’è dietro il ranocchio», commentano i due autori. E poi ci sono Paolo e Francesca nella Divina Commedia di Dante. Il loro bacio è così emozionante che i due scrittori lo definiscono «il più bello della storia, perché le parole di Dante rendono tutto tremante».

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