Sara Funaro
Sara Funaro

Firenze, 21 novembre 2020 - Con la zona rossa torna a Firenze il servizio per gli anziani attivato nel mese di marzo scorso quando per il nostro Paese il governo ha deciso di dichiarare il lockdown nazionale: da lunedì sarà di nuovo attivo il call center 'Io resto a casa', che opererà in collaborazione con la rete di associazioni Esculapio sia per la consegna a domicilio della spesa e dei medicinali, sia per l'ascolto rivolto alle persone anziane, anche in raccordo con l'équipe multiprofessionale della Società della salute di Firenze, attraverso il quale i nonni fiorentini potranno avere informazioni, compagnia e assistenza. Il call center 'Io resto a casa' sarà raggiungibile componendo il numero 0553282200 e sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. ''Abbiamo deciso di riattivare il servizio perché ce n'è bisogno anche in questa fase della pandemia - ha detto l'assessore al Welfare Sara Funaro - e gli anziani sono ancora una volta tra coloro che risentono maggiormente dell'emergenza e dei suoi effetti''.

 

''Siamo al fianco dei nostri nonni - ha continuato l'assessore -, che sono tra le fasce più deboli della popolazione. La linea telefonica del Comune, in raccordo con l'équipe multiprofessionale della Società della salute per i bisogni che richiedono un'alta integrazione socio-sanitaria, è un servizio con cui vogliamo dare loro un sopporto. I nostri anziani non sono soli, l'amministrazione comunale è al loro fianco. Continuiamo ad affrontare insieme l'emergenza perché è solo unendo le forze che possiamo affrontarla al meglio''. Attraverso questa linea telefonica, come nella scorsa primavera, durante le fasi 1 e 2 della pandemia, a disposizione degli anziani ci saranno degli operatori comunali, che risponderanno alle chiamate degli anziani per i servizi di consegna della spesa e dei farmaci e per offrire loro sostegno e ascolto. L'équipe multiprofessionale della Società della salute di Firenze, in collegamento con i servizi territoriali, verrà attivata dal call center per i bisogni complessi dei cittadini non autosufficienti