"Vicchio: Rottura nel Pd, Bonanni si dimette. Accuse e tensioni nel partito"

Il Pd di Vicchio ritira il sostegno alla candidatura di Rebecca Bonanni, causando divisioni interne nel partito. Bonanni critica il segretario Tagliaferri per non aver concesso la parola al delegato del segretario regionale Fossi. Tagliaferri accusa Bonanni di mancata condivisione delle scelte e tensioni nel partito. Bonanni difende le scelte dell'amministrazione e afferma di aver anticipato la sua candidatura per preservare l'esperienza di centrosinistra. Non esclude una possibile coalizione o primarie. Esprime preoccupazione per l'instabilità nel partito e l'importanza del bene di Vicchio e dei cittadini.

Alla fine il Pd di Vicchio ha stabilito di non confermare il sostegno alla sua candidatura, come commenta?

"Non mi sarei mai aspettato che il mio partito mi voltasse le spalle in questo modo. Il comportamento del segretario Tagliaferri ha fatto spaccare il direttivo del Pd e in pratica ha costretto Rebecca Bonanni a dimettersi dallo stesso. Sono rimasto amareggiato al sentire da un membro del direttivo “Era l’ora, menomale!!”. Inqualificabile l’atteggiamento del segretario Tagliaferri nel non aver concesso la parola al delegato del segretario regionale Fossi, Nicola Perini".

Tagliaferri le rimprovera 5 anni di mancata condivisione delle scelte, eppure il sostegno del partito non le è mai mancato, perché ora queste accuse?

"Confermo che il direttivo del Pd guidato dal segretario Tagliaferri non ha mai fatto mancare il sostegno all’amministrazione sostenendo sempre con forza le scelte fatte, compresi per esempio i delicati temi dell’eolico e della multiutility sui quali non è mancato un ampio confronto".

Tagliaferri sostiene che nel partito non sono mancate tensioni per scelte avventate, polemiche con gli altri Comuni mugellani sull’accoglienza dei migranti, o ancora la scelta poi ritirata di anticipare l’adeguamento delle indennità.

"Tagliaferri ha voluto richiamare in assemblea e nuovamente strumentalizzare una vicenda che ha visto l’Amministrazione impegnata in un’emergenza di accoglienza, già ampiamente chiarita, anche con i sindaci mugellani. Riguardo la questione dell’indennità, abbiamo seguito le disposizioni normative, come tanti altri comuni a livello nazionale hanno fatto. Abbiamo poi seguito le indicazioni del gruppo consiliare che mi sostiene.

La accusano di aver fatto uno strappo ufficializzando la sua candidatura, di non aver atteso la fine del tavolo di coalizione. Temeva che questo l’avrebbe esclusa? Che fosse una sorta di imboscata?

"Ho sentito il dovere di fare questo gesto per preservare l’esperienza di centrosinistra. Il tavolo doveva ripartire da qui, altrimenti non allarga ma esclude. La non chiarezza del segretario mi ha fatto nascere sospetti, confermati dalla sua volontà di candidarsi a sindaco al mio posto".

Che farà se la rottura persiste? Un’eventuale coalizione? Chiederà primarie? Una lista civica Carlà Campa?

"Io sono dentro al Pd e guardo alle forze di sinistra, centrosinistra e moderate. Speravo che i rovinosi fatti della campagna elettorale del 2019 potessero far riflettere il segretario Tagliaferri nella ricerca di una unità reale. Sono sempre stato a favore di un dialogo con tutte le forze progressiste e democratiche, non certo riducendo questa ricerca solo alle due forze di opposizione, Officina Viccho19 e M5S, che per 5 anni hanno tenuto una posizione contraria e intransigente alle scelte più importanti dell’Amministrazione. Il mio impegno massimo è rivolto a Vicchio e spero di poterlo dare in continuità con l’esperienza larga di centrosinistra. Primarie? Sono pronto. Lista civica? Sono in molti a chiedermelo".

Un messaggio ai cittadini?

"Non nascondo la mia delusione e preoccupazione per questa situazione che sta creando inquietudine e fragilità nel partito e negli elettori, e che rischia di non rendere più credibile il ruolo primario e politico del Pd, partito in cui credo e milito. Non ringrazio chi ha teso la trappola, ma non provo rancore. Quello che conta per me è il bene di Vicchio e dei cittadini e penso lo sia anche per il Pd".

Nicola Di Renzone