
Vangi, il testamento dello scultore. In eredità al Comune più di 40 opere
Da molti anni a Barberino di Mugello si parla di un centro espositivo permanente per le opere di Giuliano Vangi (nella foto), considerato uno dei più grandi scultori dell’ultimo secolo a livello internazionale. Ora è lui stesso, scomparso a 93 anni nel marzo scorso, a dare una spinta importante a questo progetto rimasto sempre incompiuto. Nei giorni scorsi è stato aperto il suo testamento, e le opere di proprietà, ancora conservate nel suo laboratorio di Pietrasanta, saranno suddivise tra il comune di Pesaro, dove da tempo Vangi risiedeva, e quello di Barberino di Mugello, dove Vangi era nato. Così sul tavolo del sindaco Sara Di Maio c’è già l’elenco, e ci sono le foto delle opere del lascito testamentario: oltre quaranta tra sculture e gessi, e trenta opere di grafica – già Barberino conserva, nella sua biblioteca comunale, un’importante donazione dei disegni del maestro, ricevuta già molti anni fa. Si tratta dunque di una donazione di grandissimo valore, che ora il Comune di Barberino è chiamato a valorizzare nel modo più opportuno. L’ente locale sarà coadiuvato in questo compito da un’associazione, gli "Amici di Giuliano Vangi", presieduta dall’ex-sindaco Gian Piero Luchi, che è alle origini del rinnovato stretto rapporto tra Vangi e il suo paese natale, e che nel tempo si è molto impegnata per tenere aperta la prospettiva di realizzare un museo dedicato a Vangi. Peraltro, da decenni, un museo interamente dedicato al grande scultore c’è già, a Mishima, in Giappone. "Siamo grati al maestro, per la sua decisione– dice Di Maio, sindaco di Barberino -. Utilizzeremo le sue opere non solo per ricordare la sua arte ma anche per costruire intorno alle sue opere, un centro che sappia sviluppare la cultura e l’educazione artistica".
Paolo Guidotti