FIRENZE Prenotazione del volo, scelta dell’hotel e poi quella del ristorante dove cenare. Prima del coronavirus la pianificazione del weekend funzionava più o meno così, senza troppi pensieri. Oggi più delle stelle o delle recensioni contano i numeri dei casi giornalieri. E non è un caso che le strategie di marketing puntino quasi esclusivamente sulla sicurezza. Lo sa bene Confturismo Toscana che proprio sulle pagine de La Nazione ha lanciato l’idea di un marchio Covid-free per alberghi, campeggi, bar, ristoranti e strutture destinate all’accoglienza. Idea immediatamente sposata dal...

FIRENZE

Prenotazione del volo, scelta dell’hotel e poi quella del ristorante dove cenare. Prima del coronavirus la pianificazione del weekend funzionava più o meno così, senza troppi pensieri. Oggi più delle stelle o delle recensioni contano i numeri dei casi giornalieri. E non è un caso che le strategie di marketing puntino quasi esclusivamente sulla sicurezza. Lo sa bene Confturismo Toscana che proprio sulle pagine de La Nazione ha lanciato l’idea di un marchio Covid-free per alberghi, campeggi, bar, ristoranti e strutture destinate all’accoglienza. Idea immediatamente sposata dal presidente Fipe-Confcommercio Toscana Aldo Cursano: "Abbiamo presentato al Comitato scientifico di sicurezza varie ipotesi per aiutare le nostre aziende a ripartire – le parole di Cursano – Tra queste, anche la vaccinazione di tutti gli addetti del settore, da estendere agli operatori dell’intero comparto. Un modo per promuovere una destinazione Toscana più sicura in vista dell’estate 2021, sperando che si possa tornare a viaggiare, almeno in Italia".

In buona sostanza, l’associazione di categoria chiede che, una volta completata la vaccinazione dei soggetti più a rischio, si proceda con i lavoratori del comparto turistico, dagli addetti di alberghi, campeggi, agenzie di viaggio a quelli di bar, ristoranti, stabilimenti balneari e quanti altri fanno parte della rete accoglienza. Oltre alla richiesta di un piano vaccinale ad hoc, Confcommercio ha avanzato anche delle proposte integrative all’attuale protocollo di sicurezza che verranno valutate dal Comitato. "La salute è e deve essere la priorità ma noi crediamo che si possa conciliare con il lavoro – sottolinea Cursano – Sappiamo che la ripresa del turismo internazionale avverrà solo nel giro dei prossimi due o tre anni ma intanto potersi muovere a livello interno già riporterebbe un po’ di speranza. È chiaro che tutto dipenderà dal numero dei contagi. Ma se d’estate sarà possibile viaggiare almeno in Italia, poter garantire sicurezza agli ospiti delle nostre strutture potrebbe essere un biglietto da visita importante".

L’idea di un marchio Covid-free che possa accompagnare Firenze verso la ripresa è stata lanciata da Francesco Bechi, presidente Confturismo Toscana. "Chi decide di aderire al marchio – scende nei dettagli Bechi – si impegna a rispettare, oltre ai protocolli di sicurezza già previsti dalla legge per ogni settore, altre regole che garantiscano ai propri ospiti un’esperienza il più possibile sicura, con una probabilità di contagio vicina allo zero. Ad esempio: più attenzione allo stato di salute di dipendenti e clienti, operazioni di pulizia più frequenti e controllo minuzioso per la sanificazione di ogni strumento di lavoro o oggetto che entri nella struttura. Il piano vaccinale di tutti gli addetti è quindi una misura che ci trova assolutamente favorevoli. Ovviamente, da programmare dopo aver coperto le categorie a rischio, come gli anziani o chi lavora in ambito sanitario".

ross.c.