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27 mag 2021

Asportato tumore di oltre 9 chili. "Non ha fatto i controlli per paura del Covid"

Intervento sbalorditivo su un giovane paziente all'ospedale Santa Maria Annunziata

27 mag 2021
PAVIA- SALA OPERATORIA DI CARDIOCHIRURGIA AL POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA -FOTO TORRES
Una sala operatoria
PAVIA- SALA OPERATORIA DI CARDIOCHIRURGIA AL POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA -FOTO TORRES
Una sala operatoria

Firenze, 27 maggio 2021 – A causa della pandemia aveva evitato gli esami di controllo e nel frattempo il tumore è cresciuto a dismisura fino a raggiungere l'impressionante peso di 9,3 chilogrammi. Il tumore retroperitoneale - ovvero nella parte posteriore della cavità addominale, ricca di tessuto adiposo e connettivo - è stato asportato a un giovane paziente nei giorni scorsi con un intervento durato circa 2 ore nel reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria Annunziata, diretto dal dottor Marco Scatizzi, che insieme ai dottori Gian Matteo Paroli e Francesco Colella è riuscito ad asportare l’intera massa tumorale. Dal punto di vista anestesiologico l’intervento è stato seguito dalla dottoressa Raffaella Papa.

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Il paziente aveva notato la crescita della massa tumorale nell’arco dell’ultimo anno, ma a causa della situazione pandemica non si era sottoposto ad esami di controllo per timore di recarsi in ospedale. Soltanto nei giorni scorsi, a seguito di forti dolori addominali e a una subocclusione intestinale, ha deciso di andare al pronto soccorso dell’Osma E’ stato sottoposto a esami di controllo attraverso i quali è stata diagnosticata la voluminosa massa retroperitoneale, che nel frattempo era cresciuta fino a raggiungere la dimensione di 40 centimetri per 27 (e 23 cm di profondità).

Per questo motivo l’équipe di professionisti del reparto di chirurgia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata ha deciso di intervenire chirurgicamente per asportare la parte interessata dal tumore maligno. Il paziente è attualmente in buone condizioni fisiche ed è stato dimesso in seguito a un buon decorso postoperatorio.

“Questo caso è un esempio di come la pandemia abbia influito negativamente sullo stato di salute delle persone. La paura di recarsi in ospedale ha comportato ritardi nelle diagnosi, non solo in disturbi come appendici, diverticoliti o colecisti, ma anche in malattie di tipo oncologico. Questo ha comportato l’esecuzione di complessi interventi chirurgici anche in situazioni che, se diagnosticate in tempo, sarebbero state più semplici da operate - commenta il dottor Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento specialistiche chirurgiche Ausl Toscana Centro - La nostra azienda ha continuato a garantire adeguata assistenza ai pazienti anche durante il periodo di emergenza, sviluppando un piano strategico per assicurare, oltre ad interventi chirurgici urgenti, anche quelli programmati oncologici o di classe A. Questo è stato possibile grazie ad una redistribuzione della casistica oncologica sugli ospedali della rete aziendale in grado di effettuare attività elettiva, oltre al contributo del privato accreditato, nelle cui strutture sono stati eseguiti molti interventi chirurgici. Inoltre è stata potenziata anche la chirurgia ambulatoriale complessa”.

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