Eva Pecchioli di Adusbef
Eva Pecchioli di Adusbef
L’inganno corre sul filo del telefono o attraverso un messaggio. Negli ultimi mesi sono stati decine i casi di truffa informatica su servizi bancari segnalati alla delegazione Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari postali assicurativi) di Sesto, che ha sede in via Bietoletti 21: "Ci siamo occupati – spiega Eva Pecchioli delegato Adusbef sestese – di predisporre reclamo nei confronti degli...

L’inganno corre sul filo del telefono o attraverso un messaggio. Negli ultimi mesi sono stati decine i casi di truffa informatica su servizi bancari segnalati alla delegazione Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari postali assicurativi) di Sesto, che ha sede in via Bietoletti 21: "Ci siamo occupati – spiega Eva Pecchioli delegato Adusbef sestese – di predisporre reclamo nei confronti degli istituti di credito i quali, purtroppo, stentano a riconoscere, quantomeno in prima battuta, le carenze dei sistemi di sicurezza collegati ai propri servizi di internet banking. Queste frodi, sempre più sofisticate e che riescono a trarre in inganno anche gli utenti più accorti, si concretano soprattutto tramite sms e telefonate ricevute sulle utenze mobili dei correntisti e apparentemente provenienti dal proprio istituto bancario".

Rispondere a queste chiamate o, ancora peggio, cliccare sui link contenuti negli sms (che spesso hanno oggetto o testo appositamente creato per allarmare l’utente su una potenziale intrusione e spingerlo alla verifica, permettendo così la truffa) fa sì che i malintenzionati riescano a entrare nel servizio e a captare lo scambio di informazioni tra banca e utente così da poter disporre del suo denaro tramite bonifici o anche prelievi da sportelli automatici e, soprattutto, per mezzo delle app bancarie che prevedono la possibilità di prelevare contante senza utilizzare necessariamente la carta bancomat. Truffe di questo tipo hanno interessato anche clienti di grandi banche: "Istituti bancari ben radicati sul territorio fiorentino – conclude infatti Pecchioli - hanno subito attacchi pesanti ai loro sistemi informatici, senza che, al momento, si sia venuti a conoscenza di modifiche al servizio dirette a garantire una maggior tutela, nonostante anche l’Arbitro bancario e finanziario si stia ormai orientando nel riconoscere la mancanza di responsabilità dell’utente. Si raccomanda, nel caso, di rivolgersi alla Polizia postale per la denuncia e attivarsi tempestivamente per il disconoscimento delle operazioni truffaldine".

Sandra Nistri