La città sta per tornare in zona gialla, ma i rischi sono ancora tanti
La città sta per tornare in zona gialla, ma i rischi sono ancora tanti

Firenze, 23 aprile 2021 -  Il passaggio in zona gialla per la Toscana è quasi sicuro. Anche se la decisione ufficiale arriverà solamente oggi, dopo l’analisi dei dati del monitoraggio settimanale da parte del Comitato tecnico scientifico. La cabina di regia stabilirà quali regioni da lunedì potranno cominciare la ripartenza. Con il giallo i ristoranti potranno servire i clienti nei tavolini all’aperto a pranzo e a cena, comunque entro il coprifuoco delle 22. Riapriranno anche cinema e teatri, però con capienza al 50% e tetto massimo di 500 spettatori al chiuso e mille all’aperto. I posti inoltre dovranno essere prenotati. Saranno consentite tutte le attività sportive all’aperto, anche nel caso di sport di contatto. Ma le piscine e le palestre resteranno per ora chiuse, e così pure fiere e centri congresso.
 

I dati della Toscana sono in progressivo miglioramento. Tutti da zona gialla, tranne che per l’occupazione dei letti in terapia intensiva: siamo al 41%, undici punti oltre la soglia limite, mentre è scesa al 30%, in base all’ultimo monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), l’occupazione dei letti di degenza ordinaria Covid (il limite critico è del 40%).
Dunque si prevede che la cabina di regia darà l’ok alla Toscana, dove l’indice di contagio Rt è sceso con limite inferiore 0,82 e 0,86 limite superiore, quindi sotto la soglia di 1 che vincola alla fascia arancione. In discesa anche il tasso di incidenza nuovi casi positivi calcolato per 100mila abitanti: siamo a 183, mentre la settimana scorsa eravamo a 209, con una diminuzione del 13%.
 

«I principali indicatori registrano un effetto calante del virus, sia sul piano dei contagi sia sul piano del carico dei ricoverati con il -36 registrato ieri", spiega il governatore toscano Eugenio Giani. "Penso che tutta la regione tornerà in giallo, anche se l’ufficialità sarà comunicata oggi dal ministro Speranza", dice. Potranno essere eventualmente i sindaci, in casi specifici, a decidere restrizioni. Da questo punto di vista l’unica zona a rischio è quella di Prato. "Le micro zone rosse – osserva Giani – servono a controllare la fase ascendente del contagio: quando eravamo in zona arancione le ho utilizzate per isolare le zone dove il contagio lievitava, in questo caso invece siamo in una fase discendente del contagio quindi credo si possa evitare di ricorrere a questo sistema".
 

Ancora non del tutto tranquilli per le riaperture gli epidemiologi. "Io critico una strategia che prevede la riapertura fra pochi giorni molte attività con numeri di ospedalizzazione e di contagi ancora troppo alti – spiega il coordinatore dell’Osservatorio epidemiologico dell’agenzia regionale di sanità, Fabio Voller – E come bilanciamento il coprifuoco alle 22 a luglio, quando con tutta probabilità saremo in una situazione diversa, grazie alle vaccinazione e alle condizioni climatiche favorevoli".
Parla di rischio calcolato ma anche del timore di una quarta ondata epidemica con le riaperture, il direttore dell’Epidemiologia dell’Asl Toscana centro, Francesco Cipriani. Bisognerà continuare a rispettare rigorosamente i protocolli: distanze e mascherine. "Il virus sta ancora circolando, per questa ragione le riaperture faranno quasi sicuramente aumentare il numero dei contagi – spiega Cipriani – Ci aspettiamo una quarta ondata, senza che la terza sia ancora esaurita, sperando che sia piccola. E questo dipenderà dalla rapidità con cui riusciremo a vaccinare anziani e fragili. Se a fine maggio la gran parte della popolazione anziana e fragile, la più esposta al rischio di sviluppare malattia grave, sarà immunizzata, la maggior circolazione del virus non causerà il sovraffollamento degli ospedali".