Un momento della protesta (foto Umberto Visintini/New Pressphoto)
Un momento della protesta (foto Umberto Visintini/New Pressphoto)

Firenze, 8 giugno 2018 - Da una parte lo studente che sorseggia un cocktail a bordo piscina toccando il Duomo con un dito, dall’altra quello costretto a combattere con l’aria condizionata che non funziona e il wi-fi che va a singhiozzo. Ieri inaugurazione in pompa magna del The Student Hotel, mega scintillante struttura sorta in viale Lavagnini, là dove c’era il cosiddetto ‘Palazzo del Sonno’ delle Ferrovie. Immancabili le polemiche da parte di un gruppo di studenti, che non ci stanno alla «divisione in universitari di serie a e di serie b».

«Non ci serve uno studentato di lusso. Abbiamo bisogno di fondi per il diritto allo studio», hanno protestato i ragazzi, confinati all’interno dei giardini della Fortezza. Impossibile per loro avvicinarsi al The Student Hotel. Ironicamente, hanno perfino montato un letto di cartone. Chiaro il riferimento ai Bed Talks che hanno animato l’inaugurazione di ieri, alla presenza dell’amministratore delegato di The Student Hotel, Charlie MacGregor e del sindaco Dario Nardella.

«L’azienda dello studentato di lusso – accusa Sara, attivista del collettivo – punta sull’idea di gioventù smart e cosmopolita. La verità è che praticamente nessun iscritto all’Ateneo fiorentino potrà permettersi una camera all’interno di questa struttura, che ha cifre impossibili per le tasche comuni. Fa rabbia vedere tutto questo sfarzo quando la realtà parla invece di tagli al diritto allo studio, di tanti ragazzi che ogni anno fanno richiesta di posto alloggio ma che invece si trovano fuori dalle graduatorie e che per questo sono costretti a dormire in stanze-tugurio». Pochi giorni fa si è svolto un presidio di fronte alla Regione.

«L’Azienda regionale per il diritto allo studio-Dsu – è l’accusa dei ragazzi – ha chiuso il bilancio 2017 con un attivo 8 milioni. Un vero e proprio tesoretto frutto della gestione aziendale all’insegna di tagli e austerity». Sono 1692 i posti letto presenti nelle residenze universitarie fiorentine. «E da tre anni riusciamo a terminare le graduatorie. Con aprile abbiamo dato il posto a tutti i vincitori», smentiscono gli studenti dal Dsu.

A mettere i puntini sulle i è lo stesso sindaco: «Questo non è uno studentato. È un’offerta nuova che intercetta la classe dirigente di domani. Un segmento di clientela internazionale che prima da Firenze non passava neppure per sbaglio. E poi qui si ha una stanza con 750 euro mensili, comprensivi di utenze, di palestra e di molto altro ancora. Un prezzo in linea con gli standard europei. Fossi uno studente ci verrei subito».

Elettra Gullè