La commemorazione della strage dei Georgofili (foto Gianluca Moggi/New Press Photo)
La commemorazione della strage dei Georgofili (foto Gianluca Moggi/New Press Photo)

Firenze, 27 maggio 2019 - Sono passati 26 anni ma il ricordo di quella ferita è indelebile. Anche quest'anno Firenze ha ricordato la strage di via dei Georgofili: l'autobomba mafiosa sterminò la famiglia NencioniNadia non aveva ancora nove anni, sua sorella Caterina pochi mesi, morirono il 27 maggio 1993 con il padre Fabrizio e la mamma Angela mentre il giovane studente di architettura Dario Capolicchio morì carbonizzato nel rogo del suo appartamento.

A ventisei anni di distanza le oscure ragioni di quella strategia terroristica, che oltre Firenze colpì Roma e Milano, sono state quasi del tutto individuate: gli uomini che azionarono le autobombe in nome e per conto di Cosa Nostra, e chissà per quali altri mandanti, volevano costringere lo Stato a far marcia indietro sul ‘carcere duro’ per i boss mafiosi e sulla legge sui pentiti.

Il Comune di Firenze (che è stato parte civile in tutti i processi) anche quest’anno ha ricordato l’attentato insieme alla Regione Toscana, al Ministero dell’Istruzione, la Città metropolitana e all’Associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili con una serie di iniziative cominciate domenica mattina nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della giunta regionale, dove il liceo scientifico ‘Leonardo da Vinci’ di Firenze ha presentato un documentario sulla strage realizzato dai ragazzi. Nel pomeriggio è stata la volta del convegno ‘Antimafia, antiterrorismo’. 

Alle 21 la commemorazione vera e propria: in Palazzo Vecchio i ragazzi del Liceo Leonardo da Vinci si sono esibiti in una performance musicale, quindi il saluto delle istituzioni, l’intervento dell’associazione ‘Tra i familiari’ e la messa in scena dei ‘Pagliacci’ di Leoncavallo. Nel Cortile di Michelozzo, la mostra dell’agenzia Ansa realizzata in occasione del ventesimo anniversario della strage e rieditata in questi giorni.

All'una di notte un corteo formato dai gonfaloni del Comune di Firenze, della Città metropolitana e della Regione Toscana, con i labari delle associazioni di volontariato (era presente anche Matteo Renzi), ha reso omaggio alle vittime andando a deporre una corona di alloro sul luogo dell’attentato, nell'ora esatta in cui la bomba esplose.

Lunedì mattina, alle 8.30, il gonfalone della Città di Firenze rende omaggio alla famiglia Nencioni nel cimitero della Romola, frazione del comune di San Casciano in Val di Pesa. Erano originari di quel paese e lì sono sepolti. Mezzora dopo, alle 9, un cuscino di rose viene deposto sulle tomba di Dario Capolicchio nel cimitero di Sarzanello a Sarzana, in Liguria.