Firenze, 28 febbraio 2015 - UN ALTRO ostacolo scavalcato. La Fiorentina dà l’ok alle prescrizioni imposte da Palazzo Vecchio per realizzare la cittadella viola nell’area Mercafir. E, tra le due opzioni possibili, sceglie di presentare entro un anno il progetto definitivo, tendendo conto degli obblighi previsti (l’ipotesi scartata prevedeva invece la presentazione di un progetto preliminare aggiornato nel termine di 90 giorni). Una soluzione solo apparentemente più lunga: in realtà, passando direttamente al progetto definitivo, si saltano alcuni passaggi burocratici che ruberebbero all’iter altro tempo prezioso. Il primo, più oneroso, tra i paletti imposti, farsi carico dei costi per trovare una nuova casa ai mercati generali: circa 18 milioni di euro. Che fanno lievitare l’investimento complessivo per la realizzazione del nuovo stadio, della galleria commerciale e delle strutture ricettive a oltre 320 milioni di euro.

L’ACCORDO C’È. La notizia del via libera in arrivo da parte della Fiorentina ha cominciato a diffondersi ieri mattina ed è rimbalzata per l’intera giornata, mescolandosi ai silenzi di Palazzo Vecchio, in attesa di un comunicato ufficiale da parte della società viola che a sera inoltrata non è ancora arrivato. L’accordo c’è ed è giunto sull’onda dell’entusiasmo per il passaggio agli ottavi di finale in eurocoppa, accompagnato da una sottile delusione per il sorteggio maligno che anche il tifoso viola di casa a Palazzo Chigi, commenta così: «Ma di tutte... proprio la Roma!», è il tweet del premier Matteo Renzi.

UN OSTACOLO superato, dunque. Ma di là ci sono montagne. Magari pure verdi. Ma sempre problemi da sormontare sono. Per la realizzazione del nuovo stadio il percorso è in salita, nonostante la volontà di Palazzo Vecchio e della famiglia Della Valle di arrivare in fondo, serviranno tempo, pazienza e soldi. «Per la posa della prima pietra», se tutto andrà bene, «bisognerà aspettare tre anni», ha puntualizzato l’assessore all’Urbanistica Elisabetta Meucci rispondendo alla domanda diretta del consigliere comunale di Forza Italia Jacopo Cellai in commissione Bilancio.

SALTA dunque il cronoprogramma indicato dalla Fiorentina nel progetto presentato il 14 luglio scorso a Palazzo Vecchio dov’era prevista la conclusione dei lavori entro il 2018. Probabilmente, invece, quello sarà l’anno in cui i lavori potranno iniziare. Poi ne serviranno due tondi per la realizzazione delle strutture. C’è il nodo della Mercafir da sciogliere. Già lunedì il Comune pubblicherà il bando per la ricerca del terreno su cui far sorgere la nuova sede dei mercati generali. La Mercafir scalpita, a quest’ora le ruspe sarebbero già al lavoro se la Fiorentina non avesse modificato il suo progetto chiedendo al Comune di occupare l’intera area, anche la parte destinata al mercato: la società ha due milioni fermi in cassa per il piano di recupero. E ha fretta di svilupparsi.

LA PROSSIMA settimana ci saranno altri momenti importanti per il destino del nuovo stadio. Unipol, proprietaria dell’area di Castello, finalmente renderà pubblica la sua strategia. Dopo i colloqui con la famiglia Della Valle, con il sindaco Nardella, con il direttore generale di Palazzo Vecchio e responsabile del procedimento stadio Giacomo Parenti, dopo i ricorsi al Tar, Unipol si farà viva con la città. Potrebbe saltare fuori un accordo per far realizzare la Mercafir sul terreno di Castello. E magari cercare di realizzare, con la licenza a costruire 100mila metri cubi, almeno un centro commerciale con strutture ricettive satellite per la nuova cittadella viola.