Spadolini collezionista

Sabato, l'associazione Dimore Storiche Italiane offre l'opportunità di scoprire documenti e curiosità inedite sulla tradizione della carta da parati. Alla Casa dei libri di Giovanni Spadolini, si potrà ammirare la collezione di Menu, con fotografie, doni e souvenir. Un'occasione per scoprire la cucina semplice e tradizionale amata dallo statista fiorentino.

Carte in dimora: è il tema scelto dall’associazione Dimore Storiche Italiane per la giornata degli archivi, sabato, allorché sarà possibile scoprire gratuitamente documenti e curiosità inedite. Alla Casa dei libri di Giovanni Spadolini, ad esempio, via Pian dei Giullari 139, dalle 15 alle 18, si potrà idealmente partecipare alle colazioni ufficiali, in virtù della rara collezione di Menu, che lo statista fiorentino ha conservato con cura nel ricordo delle riunioni conviviali cui partecipava come storico, giornalista, uomo di governo e delle istituzioni. Spesso sui cartoncini troviamo appuntati gli argomenti che avrebbe trattato nel corso della serata. Il pezzo più antico è di famiglia: la copertina con Palazzo Vecchio disegnata dal padre Guido, incisore, per il ricevimento a Firenze del 26 maggio 1926 in onore dell’Associazione albergatori americani. Tradizione consolidata nel tempo, quella di accompagnare la lista dei cibi e vivande proposte in eleganti dépliant evocanti la circostanza, quale la presentazione di un libro del Professore o una ricorrenza. Nel decennale della sua direzione del Resto del Carlino, 20 febbraio 1965, il pranzo offerto dal corpo redazionale era inserito fra il primo numero del quotidiano (1885) e il primo fondo del direttore (20 febbraio 1955).

Quanto ai cibi si va dai pranzi in onore di Capi di Stato, come la spigola alle erbe per il presidente degli Stati Uniti Clinton nel 1994 al Quirinale, ai prodotti locali, più graditi al Professore, tipo la ribollita al Castello di Brolio il 27 settembre 1980, per il centenario della scomparsa di Bettino Ricasoli, protagonista dei suoi libri su Firenze capitale. Nell’esposizione, insieme alle fotografie dell’evento, doni e souvenir quali piatti, vasi e vassoi, perfino tovaglioli sui quali un abile disegnatore aveva ritratto sul momento il protagonista della serata. Spadolini aveva fama di buongustaio e il suo fisico lo confermava. Non amava tuttavia i cibi ricercati, piuttosto una cucina semplice e tradizionale: minestra di verdure, tortino di carciofi, panzanella, pappa col pomodoro. Era davvero a suo agio quando a Milano con l’amico Indro Montanelli se ne andava in un ristorante toscano a gustare un piatto di fagioli all’olio.

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