Sotto il sole, tra le proteste. La lunga attesa di un’auto

Il viaggio in piazza Stazione tra centinaia di turisti pieni di valigie in coda. C’è anche chi è disposto a pagare un supplemento per saltare la fila.

di Gabriele Manfrin

FIRENZE

Attese infinite, centinaia di persone in coda, un caldo infernale. Il via vai di valigie e la gente incolonnata sul marciapiede. Ieri la fila per prendere un taxi a Santa Maria Novella non sembrava avere fine. Fuori dalla stazione c’è chi deve andare in albergo, chi deve scappare al lavoro e chi invece, carico di bagagli, deve raggiungere l’aeroporto. Tutti hanno una cosa in comune: se vogliono prendere un taxi devono mettersi l’anima in pace e affrontare una fila di almeno mezz’ora sotto il sole. All’esterno della stazione quel serpentone che occupa l’intero marciapiede cresce minuto dopo minuto.

I taxi arrivano, ma non sono abbastanza per gestire questo flusso di persone. Caricano qualcuno, ma di gente in attesa ce n’è troppa. I posti in fila liberati da chi è riuscito a salire, sono compensati immediatamente da chi arriva. E per questo, la coda non sembra diminuire nemmeno di un centimetro. La risposta affermativa, alla domanda "E’ questa la fila per i taxi?", fa cambiare le espressioni delle persone che escono dallo scalo di Santa Maria Novella. Molti, alla sola vista di quel serpentone, ci rimangono male e rinunciano. Verso l’ora di pranzo sono ormai in centinaia quelli nel pieno della coda. A complicare loro la vita ci si mette anche il termometro. Che alle 13 segna ben 29 gradi all’ombra. E neanche a farlo a posta l’area dove si distribuisce la fila per i taxi è sotto al sole.

Le persone ammassate, i bambini che si lamentano, la gente sugli attenti con il timore di perdere il posto. Ma anche il tempo buttato, il peso dei bagagli, e l’affanno dato dalla canicola. Un gruppo di anziani di lingua inglese, provati dal sole, escono dalla folla alla disperata ricerca di acqua. A questo si devono aggiungere i problemi di degrado di Santa Maria Novella. In mezzo alla fila di turisti e pendolari, infatti, c’è un extracomunitario a torso nudo steso per terra, in mano ha una bottiglia di birra. Le persone in fila lo scavalcano, come se fosse un ostacolo. Insomma gli ingredienti per una giornata da dimenticare ci sono tutti. Sono infatti diversi, quelli che con il passare dei minuti decidono di abbandonare la nave, o meglio la coda. C’è chi si gioca la carta dei mezzi pubblici e punta alla tramvia, chi invece prova a cercare un passaggio. C’è anche chi sarebbe disposto a pagare un prezzo maggiorato pur di non aspettare. Alla domanda "come non fare la fila", il centralino dei taxi è chiaro. Consiglia di spostarsi dalla stazione e di provare a richiamare.

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