Una classe di scuola elementare (foto di repertorio)
Una classe di scuola elementare (foto di repertorio)

Firenze, 28 ottobre 2018 - Ha dell’incredibile la storia che arriva da una scuola elementare di Coverciano, a Firenze, dove un’intera classe di seconda elementare – insegnanti compresi – è in balìa di un bambino decisamente intemperante di appena sette anni. Il culmine si è raggiunto giovedì mattina, quando nel plesso scolastico è dovuta arrivare addirittura un’ambulanza del 118: è ripartita con a bordo una maestra, colpita da una testata sul naso. Ma questo episodio non è che l’ultimo di un’escalation ben nota al team educativo della scuola: giusto il giorno prima, in mensa, il bambino aveva lanciato un coltello prima di essere placcato davanti ai coetanei dai docenti. Il dito non è però puntato verso questo bambino, sì difficile, ma non certo incorreggibile, del quale il sistema scuola non deve far altro che prendersi cura.

Il problema è che a causa di molteplici fattori, la situazione si è incancrenita, e benché il caso sia noto ormai da mesi, non è stato preso alcun provvedimento per la tutela degli altri bambini e del corpo docente. Le difficoltà dello studente non sono infatti certificate. Per tanto, allo stato, non è previsto alcun tipo di sostegno agli insegnanti in classe, che pure si trovano a fronteggiare improvvisi scatti di rabbia e di violenza dello scolaro. A tutto questo si mescolano le tante situazioni di precarietà professionale – di cui è pieno il pianeta scuola – che fanno sì che anche chi è testimone quotidiano di certe intemperanze preferisca non esporsi. Ma il clima, nella scuola fiorentina, è esplosivo.

Dall'altra mattina, il bambino non è ancora tornato a scuola, ma c’è un problema anche nel sostituire la maestra con un referto di sei giorni di prognosi, la quale sta valutando eventuali iniziative legali da intraprendere. Inoltre, il tam tam fra precari ha fatto sì che si sia sparsa la voce di ciò che succede in quell’istituto e così saltano anche le supplenze, per il timore di ritrovarsi nei guai se qualche bambino dovesse farsi male. Un bel grattacapo, insomma. Se si considera anche che le turbolenze del piccolo alunno si riflettono negativamente sul resto della classe. Infatti è difficile far lezioni e portare avanti il programma.